Costruttori di Pace, il premio De Gasperi 2022 al presidente sloveno Borut Pahor

La consegna del riconoscimento giunto alla IX edizione a Trento. 

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Premio De Gasperi 2022: il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor.

Il conferimento del IX Premio internazionale Alcide De Gasperi Costruttori di Pace, dopo l’interruzione dovuta alla pandemia, è avvenuta nel corso di una cerimonia a Trento e ha visto protagonista il presidente della Repubblica di Slovenia, Borut Pahor.

«Da uomo politico e statista, il presidente Pahor ha saputo interpretare al meglio l’appartenenza all’area alpina e confinaria – ha detto il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti -. Un pensiero e un’azione che tenacemente hanno contribuito a rendere l’Europa più attenta e disposta ad affrontare insieme le sfide epocali che abbiamo difronte».

«Sono convinto che prima o poi verrà il momento in cui i nostri Paesi europei vivranno una cooperazione ancora più stretta, con il rafforzamento della nostra idea di Europa attraverso una nuova Convenzione – ha affermato Pahor nel corso del suo intervento in sala Depero nel cuore dell’Autonomia speciale trentina. L’aggressione della Federazione Russa contro l’Europa sovrana, penso e spero, accelererà ulteriormente questi processi. Non dimentichiamo che l’idea europea è prima di tutto un progetto di pace».

Il conferimento del IX Premio internazionale Alcide De GasperiCostruttori di pace” si inserisce in un lungo e consolidato percorso che ha portato il Trentino, sin dal 2004 e con cadenza biennale, ad attribuire questo riconoscimento a grandi personalità protagoniste del processo di costruzionedell’Europa.

Dopo Helmut Kohl, Carlo Azeglio Ciampi, Simone Jacob Veil, Václav Havel, Felipe González, Romano Prodi, Mario Draghi e Sofia Corradi, il riconoscimento è andato a Pahor che ha infatti saputo esercitare un importante ruolo di “costruttore d’Europa”, partendo dal suo generoso europeismo e dalla peculiare collocazione geo-politica della Repubblica slovena, come ha ricordato il vicepresidente della giuria, l’ambasciatore Michele Valensise.

«Pahor incorpora l’eredità morale e politica di De Gasperi. Gli uomini di confine hanno infatti una inclinazione naturale allo scambio e non alla contrapposizione – ha detto Valensise -. Nel suo percorso politico, il presidente sloveno è stato infatti propugnatore di una Europa più integrata, unita, libera e in pace».

Nel messaggio inviato dal presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, «il presidente Borut Pahor è uno dei protagonisti del processo che ha saputo unire in modo autentico il continente e, oggi, ci ricorda costantemente come l’unità europea aspetti il completamento del legame con i Paesi dei Balcani Occidentali. La Repubblica italiana nutre nei suoi confronti rispetto e riconoscenza per l’importante contributo recato all’amicizia fra i nostri due popoli e alla coesione dell’Europa».

L’intervento di Pahor è stato accolto con un applauso caloroso: «non c’è dubbio che l’Unione europea rafforzi il nostro benessere materiale e spirituale. Non minaccia piccole nazioni e paesi, ma piuttosto il contrario – sottolinea Pahor -. Garantisce inoltre il rafforzamento dell’identità nazionale e allo stesso tempo lo sviluppo di un’identità europea comune. Per i nostri figli non vedo alternativa migliore: l’Europa è la cosa migliore che ci è capitata e permetterà ai loro sogni e talenti di realizzarsi pienamente».

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