Con biomasse italiane possibile risparmio del 40% sulle importazioni di gas

Fiper: «senza, la transizione energetica non sarebbe possibile».

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Senza l’utilizzo delle biomasse, la transizione energetica non sarebbe possibile: il dato è emerso in occasione del convegno organizzato dalla Federazione di produttori di energia da fonti rinnovabili (Fiper) che rappresenta le imprese che operano nella filiera biomassaenergia e dalla Federazione Energia Alto Adige Sev presso il Noi Techpark di Bolzano, dove esperti italiani e internazionali hanno discusso dell’utilizzo del legno per le bioenergie, della gestione delle foreste e dell’importanza delle biomasse per raggiungere un’autonomia energetica rispettosa del clima.

«Tre decenni fa sono stati progettati i primi impianti di riscaldamento a biomassa sul nostro territorio e si può dire che questo passo coraggioso sia stato l’inizio di un percorso vincente – ha detto il presidente dalla Federazione Energia Alto Adige e vicepresidente di Fiper, Hanspeter Fuchs -. Oggi la biomassa utilizzata nelle 46 centrali di teleriscaldamento altoatesine che fanno parte della Sev proviene quasi interamente dai boschi altoatesini e siamo un esempio, anche per le altre regioni italiane».

Senza biomassa – è stato detto nel convegno – non si tutela il clima: nei negoziati in corso per la modifica della Direttiva sulle Energie rinnovabili (RED III), il Consiglio europeo, la Commissione Ue e il Parlamento Ue hanno concordato nel continuare a riconoscere la biomassa legnosa – seppur con delle restrizioni – come energia rinnovabile.

Quanto ai numeri, l’Italia dispone di 31.700 tonnellate di biomassa all’anno, che potrebbero sostituirel’importazione di 13 miliardi di metri cubi di gas naturale. Il risparmio potenziale raggiungerebbe il 40% dei costi di importazione del gas russo nel 2021. Oltre al risparmio finanziario, si avrebbe un ulteriore importante vantaggio: con un uso più efficiente della biomassa, l’Italia potrebbe fare un grande passo per la transizione energetica e l’indipendenza energetica da altri Paesi, abbandonando l’energia fossile.

«In Italia ci sono oltre 12 milioni di ettari di foreste, ma meno del 30% della biomassa prodotta viene effettivamente raccolta in queste aree, spesso trascurate o non gestite», spiega il direttore del Centro Nazionaledi Ricerca sulle Biomasse all’Università di Perugia, Franco Cotana.

Con un uso coerente delle proprie risorse legnose e l’applicazione di tecnologie innovative, nel 2050 l’Italiapotrebbe coprire un terzo del proprio fabbisogno energetico con il legno processato. Oggi il legno viene utilizzato in diversi modi, dai biocarburanti all’edilizia, fino alla produzione di idrogeno.

Ma biomasse utili a scopo energetico sono anche i rifiuti umidi (Forsu), i fanghi da depurazione degli scarichi fognari urbani e i reflui zootecnici: se per Forsu e reflui zootecnici si inizia già a fare qualcosa per il loro utilizzo energetico per la produzione di biometano producendo anche ottimo concime e ammendanti per uso agricolo, molto rimane ancora da fare per spingere sul loro utilizzo e per l’estensione ai fanghi da depurazione, con cui si potrebbe alimentare la produzione di biometano sostenibile e di idrogeno.

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