Facebook e Instagram sotto indagine Ue per sospetta disinformazione

«Rischio per integrità delle elezioni». E si apre anche il fronte con Tik Tok.

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La Commissione europea uscente, guidata da una Ursula von der Leyen che teme il fallimento alla sua rielezione bis, ha avviato un’indagine sul rischio disinformazione in vista delle prossime Europee. La Commissione ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti di Facebook e Instagram, entrambi di Meta, per sospetta violazione del Digiltal Services Act, il regolamento europeo varato proprio per proteggere gli utenti.

La Commissione si è mossa dopo aver verificato che entrambe le piattaforme presentano il rischio che la pubblicità sia sfruttata per interferenze e truffe straniere e non forniscono un adeguato accesso ai dati per monitorare le elezioni del 6-9 giugno. Facebook e Instagram, inoltre, sarebbero carenti anche nella segnalazione e contenuti illegali. Tutto ciò, secondo Bruxelles, può portare alla violazione dell’integrità delle elezioni.

Sullo sfondo, nella strategia dell’Ue, c’è l’obiettivo di limitare il più possibile che Paesi non amici, la Russia in primis, interferiscano nella corsa elettorale con l’obiettivo di aumentare il peso dei partiti più vicini a Mosca, penalizzando così la corsa di Ursula 2024. Non è la prima volta che Bruxelles agisce facendo perno sul Dsa e, da settimane, tra la Commissione e Tik tok i rapporti sono alquanto burrascosi. La piattaforma legata alla cinese ByteDance è stata esclusa dai telefonini dei funzionari dell’esecutivo Ue e nel corso di un dibattito elettorale a Maastricht il presidente, Ursula von der Leyen, non ne ha escluso la completa messa al bando dall’Europa per i rischi che comporterebbe alla sicurezza dell’Unione.

«Sono timori infondati e basati su convinzioni fondamentalmente errate. TikTok è già pronta a investire 12 miliardi di euro nel prossimo decennio nel Progetto Clover, un’iniziativa all’avanguardia nel settore per rafforzare ulteriormente la sicurezza dei dati e il nostro primo data center irlandese è attivo», ha replicato un portavoce dell’azienda.

Con Facebook e Instagram il discorso è diverso ed è legato più al tema della disinformazione che a quello della cybersicurezza. La Commissione sospetta che Meta non rispetti gli obblighi di Dsa relativi alla diffusione di pubblicità ingannevoli, campagne di disinformazione e comportamenti non autentici coordinati, aspetti in cui già nel passato sono scivolate le aziende di Mark Zukerberg, e ritiene possibile che il declassamento di contenuti politici nei sistemi di raccomandazione di Instagram e Facebook, compresi i loro feed, non sia conforme agli obblighi comunitari.

Nel mirino, inoltre, è finita l’intenzione di Meta di deprezzareCrowdTangle”, uno strumento di public insights che consente il monitoraggio delle elezioni in tempo reale da parte di ricercatori, giornalisti e società civile. E, secondo gli esperti della Commissione, carenze ci sarebbero anche nel meccanismo di segnalazione dei contenuti illegali.

Si tratta della sesta indagine aperta dall’Ue da quando è in vigore il Dsa. «La decisione di oggi dimostra che siamo seriamente intenzionati a rispettare» il regolamento. «Proteggere le nostre democrazie è una lotta comune con i nostri Stati membri», ha sottolineato von der Leyen.

Meta ha ora cinque giorni lavorativi per mostrare alla Commissione cosa è stato fatto o cosa verrà fatto per evitare violazioni. Ma con l’apertura dell’indagine l’esecutivo Ue è autorizzato ad adottare ulteriori misure di esecuzione, misure provvisorie o decisioni di non conformità.

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