All’appuntamento elettorale con il referendum confermativo sulla riforma costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, per gli elettori dei collegi alla Camera di Padova e di Rovigo si aggiunge la chiamata alle elezioni supplettive in Veneto per sostituire i dimissionari Alberto Stefani (eletto alla presidenza della regione Veneto) e Massimo Bitonci (diventato assessore regionale allo sviluppo economico).
Una data che sta suscitando malumori nelle fila della Salvini Premier, visto che per la sostituzione dei due deputati sono state proposte due candidature discutibili. La prima riguarda la candidatura del lombardo Alberto Di Rubba sul collegio di Rovigo lasciato libero da Stefani, uomo di altissima fiducia di Matteo Salvini che lo ha nominato tesoriere del partito, fresco di una condanna in appello bis per peculato nelle vesti di presidente della Fondazione Lombardia Film Commission, a 2 anni e 8 mesi, abbassata dai precedenti 4 anni e sei mesi.
Sempre in ambito della cronaca penale, da registrare la condanna in primo grado a ben 12 anni di carcere comminata dal Tribunale di Pavia all’ex assessore alla sicurezza del comune di Voghera, il salviniano Massimo Adriatici, comminata per l’omicidio volontario di un immigrato nel 2021 avvenuto durante un episodio di ronda comunale.
Tornando alle fibrillazioni venete dei salviniani, la base regionale del partito pare avere malamente apprezzato l’imposizione giunta dal segretario federale di piazzare proprio Di Rubba per uno dei due collegi liberati, mentre per il secondo posto vacante del collegio padovano, la proposta dell’ex consigliere regionale Giulio Centenaro, approdato tra le fila dei vannacciani suscita qualche dubbio sulla fedeltà del soggetto alla linea del partito, perché il rischio è di una sua defezione ad elezione appena incassata, semmai avverrà, cosa che sarebbe uno smacco sia per gli elettori che per le segreterie regionale e federale.
Sulla vicenda chiosa anche il segretario federale di Patto per il Nord, Paolo Grimoldi, secondo cui «siamo sconcertati, non avremmo mai pensato che la Lega trasformata in Salvini premier non solo umiliasse il Veneto, ma lo utilizzasse per assegnare l’immunità parlamentare per un candidato già condannato per peculato come Di Rubba».
Due candidature, visto lo smalto sempre più appannato della Salvini premier e non del tutto esclusa una certa voglia di rivalsa di Fratelli d’Italia nei confronti di una decisione di candidature non condivise, che potrebbe, da un lato, favorire l’astensionismo tra gli elettori di centro destra e, dall’alto, favorire i candidati delle altre forze politiche, Giacomo Bovolenta per il centro sinistra e Giuseppe Padoan di Italia Resiste Libera per il collegio polesano e Antonino Stivanello, centro sinistra, Mario Adinolfi, Popolo della famiglia e Andrea Paccagnella, Movimento Ora per il collegio patavino.
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