Sito Ue per materie critiche: il governo candida Porto Marghera

Gasparato: «frutto di una collaborazione intensa con le istituzioni nazionali». Bitonci: «il Veneto mette a disposizione dell’Europa un proprio patrimonio». Urso: «collaborazione tra Italia e Paesi Bassi».

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sito Ue per materie critiche porto di venezia
L'areale di Porto Marghera a Veenzia.

L’Italia ha deciso di proporre le infrastrutture del Porto Marghera quale sito Ue per materie critiche e il loro stoccaggio strategico: lo ha comunicato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento in Senato in vista della discussione sulla posizione italiana al Consiglio europeo che si apre a Bruxelles domani.

«Litio, cobalto, grafite, terre rare servono alla transizione energetica, a quella digitale, alla difesa. E oggi l’Europa importa quasi interamente queste materie prime critiche, spesso da una sola nazione – ha detto Meloni -. Se non affrontiamo questo nodo, rischiamo di uscire da una dipendenza solo per entrare in un’altra. E questa è anche la ragione per cui l’Italia si è candidata a ospitare a Porto Marghera uno dei primi siti europei di stoccaggio strategico di queste materie, iniziativa che potrebbe diventare un progetto pilota europeo».

«Abbiamo depositato la candidatura italiana di Porto Marghera venerdì scorso, in un progetto comune con i Paesi Bassi, perché noi lavoriamo insieme agli altri per risolvere i problemi italiani ed europei. Ed in questo progetto comune è previsto che sia realizzato il primo sito pilota di stoccaggio strategico delle materie prime critiche nell’area di Porto Marghera che potrà usufruire anche dei porti di Trieste e Ravenna, della piattaforma logistica Quadrante Europa di Verona e lungo l’asse del Brennero» ha detto il ministro delle Imprese e del “Made in Italy”, Adolfo Urso.

«Nell’area di Marghera è nostra intenzione anche costituire un distretto industriale italiano per il riciclo e la raffinazione di materie prime critiche. E a questo proposito abbiamo assistito le imprese italiane nei bandi europei previsti dal regolamento, quattro imprese hanno ottenuto il sigillo di progetti strategici europei e altri 5 li hanno ottenuti nel bando appena concluso – ha proseguito Urso -. Stiamo assistendo le imprese per presentare nuovi progetti nel successivo bando perché l’Italia può diventare leader nell’industria del riciclo delle materie prime critiche, essendo noi già leader nei rottami ferrosi nella tecnologia green e nella plastica, siamo maestri nel riciclare le materie. Lo possiamo fare anche per affrancare l’Europa dalla sudditanza dei soggetti asiatici che oggi hanno il monopolio nell‘estrazione e raffinazione delle materie critiche, tanto più oi italiani che siamo anche leader nella tecnologia green».

«Accogliamo con favore le parole del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che confermano la rilevanza strategica della candidatura di Porto Marghera a hub per le terre rare. Il Veneto dispone di condizioni importanti per assumere un ruolo di primo piano in Europa nell’ambito delle materie prime critiche: una solida tradizione manifatturiera, le opportunità offerte dalla ZLS e un sistema infrastrutturale e logistico capace di connettere il territorio con i mercati europei – ha detto Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est -. In una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche e dalla necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento, valorizzare questa candidatura significa rafforzare la competitività del sistema produttivo e la sicurezza delle catene di fornitura. Perché questa opportunità si traduca in un progetto di sviluppo concreto, è fondamentale guardare oltre il deposito delle materie prime e puntare anche sul loro inoltro, sulla lavorazione, sulla trasformazione e sul recupero».

Per il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, «voglio ringraziare Meloni, per il sostegno espresso al nostro porto. È un risultato eccezionale, frutto di una intensa collaborazione con le Istituzioni nazionali e europee che in questo primo anno di mandato ho cercato costantemente. La visita di giugno del ministro delle Imprese Adolfo Urso e del vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Stéphane Séjourné proprio a Porto Marghera è stata un primo passo tangibile ma ritengo necessario sottolineare come la dichiarazione del presidente Meloni di oggi segnino un traguardo eccezionale. Porto Marghera è pronta ad assumere un ruolo da protagonista europeo nel settore delle materie critiche ma non solo. A beneficio della crescita del nostro territorio e del nostro Paese».

Soddisfatto della decisione anche l’assessore veneto allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci: «il Veneto, con la candidatura di Porto Marghera come sito per le materie prime critiche, può dare un contributo concreto a questa sfida dell’autonomia europea sulle materie prime, mettendo a disposizione un patrimonio industriale, infrastrutture e competenze che rappresentano un valore per tutto il Paese. Oggi l’Europa dipende ancora in larga misura da forniture estere, spesso concentrate in pochi Paesi. Per questo è necessario sviluppare capacità di lavorazione, trasformazione e recupero direttamente sul territorio europeo, creando filiere più sicure e nuove opportunità per le imprese».

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