Porto di Ravenna; nel 2025 transitate 225 tonnellate di armi

Il dato diffuso dalla rivista “Altreconomia”. Traffici di armi al centro di un possibile nuovo livello giudiziario per la violazione della legge 185/90.

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porto di ravenna darsena san vitale 2017

Dal porto di Ravenna nel 2025 sono partiti «circa 225 tonnellate di armi e componenti militari verso destinazioni ignote» afferma un articolo della rivista “Altreconomia” firmato da Linda Maggiori, la giornalista che recentemente, anche davanti al Consiglio di Stato, ha vinto un contenzioso amministrativo con le Dogane ravennati, come già accaduto davanti al Tar di Bologna, sulla trasparenza su questo tipo di dati.

Si tratta, secondo Maggiori, «quasi interamente di merce relativa a dichiarazioni doganali di esportazione presentate presso altre Dogane ed imbarcata presso il porto di Ravenna e diretta a Stati extra-Ue». Secondo la giornalista, «gli sdoganamenti di queste 225 tonnellate di armi imbarcate a Ravenna nel 2025 sono quindi con molta probabilità avvenuti nei Paesi europei produttori di tali armi (Repubblica Ceca, Ungheria e altri), che hanno poi utilizzato Ravenna come porta di uscita marittima».

«Non è nota dunque la destinazione precisa – prosegue l’articolo – perché tenuta segreta, ma si può ipotizzare che vi sia anche Israele, dato che è la principale destinazione dei container partiti dal porto di Ravenna, nel 2025». Alla luce di ciò, «il sofferto riscontro delle Dogane certifica dunque come nel 2025 lo scalo romagnolo abbia contribuito ad alimentare la fase più cruenta del genocidio a Gaza, lasciando passare centinaia di tonnellate di armi destinate all’esercito israeliano».

Sulla vicenda l’avvocato Andrea Maestri del Foro di Ravenna, che ha assistito Maggiori nel ricorso amministrativo, ha annunciato di avere depositato in Procura nuovi documenti a sostegno dell’esposto già presentato l’11 settembre 2025. «Confidiamo che sia fatta piena luce sui traffici di armi verso Israele dal porto di Ravenna – ha sottolineato Maestri – e che vengano accertate eventuali responsabilità. La legge 185/90 vieta export e transiti di materiale bellico verso Paesi che commettono crimini di guerra contro l’umanità o genocidio in ossequio all’articolo 11 della Costituzione».

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