Dalla continuità aziendale indiretta alla nuova finanza, passando per una proposta capace di ottenere il voto favorevole di cinque classi di creditori su sette. Si chiude con l’omologazione da parte del Tribunale di Treviso un passaggio fondamentale nel percorso di regolazione della crisi di Fodeco Italy S.r.l., startup innovativa attiva nel settore agroalimentare e nello sviluppo di tecnologie proprietarie per la trasformazione di alimenti a base vegetale.
Con la sentenza n. 151/2026, pubblicata il 23 settembre, il Tribunale ha infatti omologato il concordato preventivo della società, dando attuazione a un piano costruito attorno alla salvaguardia e alla valorizzazione del complesso aziendale rispetto all’alternativa liquidatoria.
Il piano: continuità indiretta e 200 mila euro di finanza esterna
Il cuore dell’operazione è rappresentato da una soluzione di continuità aziendale indiretta, articolata attraverso l’affitto del ramo d’azienda e la successiva prospettiva di trasferimento del complesso aziendale.
A sostenere la proposta concorre inoltre l’apporto di finanza esterna per 200 mila euro, elemento che contribuisce alla costruzione dell’equilibrio complessivo del concordato e al soddisfacimento dei creditori secondo quanto previsto dal piano.
La soluzione consente infatti di preservare e valorizzare gli asset aziendali rispetto allo scenario liquidatorio, prevedendo il pagamento integrale dei creditori prededucibili e privilegiati e una soddisfazione parziale dei creditori degradati e chirografari, stimata nell’ordine del 20-21%.
Un impianto nel quale la gestione della crisi non coincide quindi con la mera dismissione degli asset, ma passa attraverso la ricerca di una soluzione capace di mantenere valore nel perimetro aziendale e di tradurlo in una prospettiva di soddisfacimento dei creditori.
Cinque classi su sette a favore della proposta
Un altro elemento significativo dell’operazione riguarda il consenso raccolto dal piano. La proposta concordataria ha infatti ottenuto il voto favorevole di cinque classi su sette.
Il dato assume particolare rilievo nella lettura dell’operazione perché restituisce la complessità della costruzione di un concordato nel quale devono trovare composizione interessi, posizioni creditorie e prospettive differenti, all’interno del quadro previsto dalla disciplina della crisi d’impresa.
Il Tribunale di Treviso ha quindi disposto l’omologazione del concordato, nominando giudice delegato Elena Merlo, commissario giudiziale il dottore commercialista Alberto Lazzar e liquidatore giudiziale Antonio Di Bartolomeo, amministratore unico della società.
Gli advisor dell’operazione
Sul versante professionale, Fodeco Italy è stata assistita quale advisor finanziario da Consimp, con il partner Daniele Vanin e un team composto dai dottori commercialisti Enrico Bellan e Giacomo Trevisan.
Gli aspetti legali della procedura sono stati seguiti dall’avvocato Andrea Olivieri di Casa & Associati, mentre l’attestazione è stata svolta dal dottore commercialista Andrea Possamai, junior partner di CWZ.
Competenze finanziarie, legali e di attestazione hanno quindi accompagnato la costruzione di un’operazione nella quale continuità, nuova finanza, tutela del valore aziendale e soddisfacimento del ceto creditorio rappresentano i diversi tasselli di una stessa architettura concordataria.
L’omologazione apre ora la fase di esecuzione del piano, trasformando il progetto di regolazione della crisi nel percorso operativo attraverso il quale dare attuazione agli impegni assunti con i creditori.
Massimo Casagrande



























