A22 da tregenda: negli ultimi tempi percorrere l’autostrada sta diventando un’impresa, sia per il traffico leggero che, soprattutto, quello pesante soggetto a un’infinità di vincoli tra divieti di transito e divieti temporali, con tempi di percorrenza esplosi ed incalcolabili.
Sotto accusa i cantieri aperti per la riqualificazione del ponte Lueg appena oltre il confine in Tirolo che ha ridotto ad una sola corsia il passaggio dei mezzi, con il divieto di transito per i mezzi pesanti in determinate fasce orarie e il divieto di percorrere la viabilità ordinaria cosa che comporta l’incolonnamento dei Tir in attesa di potere passare, con la saturazione dei pochi parcheggi esistenti.
Negli ultimi giorni si è aggiunto anche il cantiere per la realizzazione della variante ferroviaria della val di Riga a Bressanone Nord, che impone lo spostamento del tracciato autostradale per circa otto mesi di tempo, con restrizione delle carreggiate, con conseguenti lunghi incolonnamenti.
«Si tratta di un’opera infrastrutturale di grande importanza, che consentirà di sviluppare un collegamento ferroviario diretto tra l’asse del Brennero e la Val Pusteria. Ciò si tradurrà non solo in una riduzione dei tempi di viaggio e in un incremento della qualità del servizio, ma consentirà conseguentemente anche un alleggerimento del traffico su gomma in un territorio spesso gravato da una notevole mole di transiti» afferma Rfi.
Il progetto prevede il sottoattraversamento dell’A22 da parte della nuova infrastruttura ferroviaria, in un’area particolarmente complessa in cui coesistono ferrovia, autostrada, viabilità ordinaria e il corso del fiume Isarco. La deviazione del sedime autostradale, di circa 800 metri all’altezza della stazione autostradale di Bressanone nord, sarà temporanea: al termine dei lavori condotti da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs), la A22 tornerà sul proprio sedime originario ed il suolo occupato dalla deviazione sarà ripristinato.
Le attività sulla sede autostradale, che comporteranno modifiche della viabilità, sono state programmate in due principali finestre operative: dal 5 al 21 ottobre 2026; dal 2 al 23 novembre 2026.
Una situazione che sta esasperando i camionisti che molti definiscono «disumana», perché bloccati per ore in code chilometriche sia per il cantiere di Bressanone che per quello di Lueg. Mezzi e autisti spesso bloccati in fila nella corsia di marcia normale dell’autostrada in un lungo serpentone, privi di ogni forma di supporto da parte dei gestori dell’autostrada che poi, per il disservizio subito, pretendono pure un pedaggio salato, specie per i mezzi pesanti.
Più che cincischiare sul come trovare una scappatoia per consentire agli amici di partito di mantenere la concessione A22 – di suo già scaduta da 14 anni -, Salvini farebbe meglio ad avocare immediatamente la concessione trasferendola ad Autostrade dello Stato, società appositamente costituita dal suo ministero in collaborazione con il Mef per subentrare alle concessionarie scadute e in via di esserlo, per gestire direttamente – e meglio – un servizio strategico per l’economia nazionale.
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