Idrovia ferrarese, il punto sull’avanzamento dei lavori

Sopralluogo ai cantieri di Ferrara e Final di Rero di Tresignana. Bonaccini: «un'opera unica in Italia per dimensioni e complessità. Un grande canale navigabile che sviluppa un sistema di mobilità su acqua compatibile con l'ambiente e alternativo a quelli su gomma e su ferro».

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idrovia ferrarese

Dalla città estense al mare: un grande canale navigabile che collega Pontelagoscuro con Porto Garibaldi, passando per Ferrara: è l’Idrovia ferrarese, la grande infrastruttura che con diversi interventi di riqualificazione e valorizzazione del fiume Po sarà in grado di far transitare le imbarcazioni di grandi dimensioni (V classe europea) e di aprire un nuovo scenario di mobilità sulle vie d’acqua, compatibile con l’ambiente e alternativo alle vie su gomma e ferro.

Il progetto dell’Idrovia ferrarese, promosso dalla Regione Emilia Romagna, è un’opera unica in Italia per dimensioni e complessità. Finanziato dallo Stato con 145 milioni di euro, che consentirà l’adeguamento di 70 chilometri del canale navigabile.

Il presidente della regione, Stefano Bonaccini, e gli assessori Andrea Corsini (infrastrutture), Irene Priolo (ambiente) e Paolo Calvano (bilancio), assieme agli amministratori locali Barbara Paron, presidente della Provincia di Ferrara, Alan Fabbri, sindaco di Ferrara, Laura Perelli, sindaco di Tresignana, Maurizio Barbirati, assessore/vicesindaco lavori pubblici, Fabio Tosi, sindaco di Fiscaglia ed Elena Rossi, sindaco di Ostellato, hanno visitato i due cantieri, che insieme a quello di Migliarino, con un finanziamento complessivo di circa 10 milioni di euro, hanno ripreso la loro attività dopo l’inevitabile rallentamento dovuto all’emergenza sanitaria.

«La provincia di Ferrara – afferma Bonaccini – è un territorio a forte dotazione di “beni comuni” come acqua, risorse naturali e fluviali. Il “Green New Deal” regionale vede il ferrarese in una posizione di forza perché più di altre aree rientra nel nuovo disegno di sviluppo del territorio. Ferrara è tra le prime province emiliano romagnole per gli esperimenti avanzati in materia di energie rinnovabili, tutela ambientale, cura del territorio e delle risorse idriche, nuovo turismo culturale e sostenibile. Per ridurre le distanze e generare un nuovo sviluppo servono però anche infrastrutture moderne ed efficienti. E rendere interamente navigabile l’Idrovia ferrarese rientra tra i progetti strategici regionali per lo sviluppo di questo territorio».

Per consentire l’incremento della classe di navigabilità, i lavori dovranno adeguare la geometria del corso d’acqua ampliando il raggio delle curve, aumentare la sezione idraulica dragando i fondali, sistemare le sponde e adeguare i ponti stradali che interferiscono con l’asta navigabile.

Bonaccini e gli assessori hanno assistito al varo del ponte provvisorio di Final di Rero di Tresignana, con il posizionamento della struttura orizzontale metallica (impalcato), che collega le due sponde del Po di Volano. L’opera ha un costo di 2 milioni di euro e consente anche ai mezzi più pesanti di attraversare in sicurezza il Po di Volano evitando allungamenti di percorso con aumento dell’inquinamento e dei rischi legati alla sicurezza del traffico.

L’altro cantiere visitato riguarda i primi interventi di innalzamento, per aumentare lo spazio tra il livello dell’acqua e la volta interna, del ponte Bardella sul canale Boicelli a Ferrara con lavori per 5 milioni di euro.

«Due gli obiettivi principali delle opere in corso – sottolineano Priolo e Corsini -. Il primo sviluppare un sistema di mobilità su acqua compatibile con l’ambiente e alternativo a quelli su gomma e su ferro, con la creazione a Ferrara di un porto fluviale collegato al Po e a ComacchioPortogaribaldi un porto fluvio-marittimo di accesso all’idrovia regionale. E in secondo luogo rendere la via d’acqua fruibile dai cittadini attraverso piste ciclabili, accessi, scalinate, oltre che dai turisti, grazie alla possibilità di attracchi per navi turistiche, con la riqualificazione delle aree a ridosso del fiume e la valorizzazione e promozione di attività gastronomiche, agrituristiche, naturalistiche».

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