L’inquinamento atmosferico non è costituito solo da smog, Pm10 o Pm2.5: ora si aggiungono anche le sostanze stupefacenti secondo le risultanze dello studio “Psico” condotto dall’Università Ca’ Foscari di Venezia racchiuso all’interno della relazione 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia.
Dallo studio condotto da Giovanna Mazzi nella sua attività di dottorato che ha coordinato il progetto “Psico”, emerge come nelle polveri sottili sono state trovate anche tracce di sostanze psicotrope come la cocaina, cannabis (THC) e ketamina. L’indagine ha interessato aree urbane di molte località italiane e, tra quelle del NordEst, Trento, Venezia Mestre, Milano, e Bologna. A Venezia Mestre su 14 campionamenti, la cocaina è stata rinvenuta in 14, la cannabis in 11 e la ketamina in 9. A Trento parco s. Chiara, su 15 campionamenti la cocaina è stata rinvenita in 15, il Thc in 5 e la ketamina in 13. A Milano Pascal su 16 campionamenti, la coca è stata positiva su tutte e tre le sostanze psicotrope. A Milano Senato, invece, sempre su 16 campionamenti, la cocaina è stata rinvenuta in 16, il Thc in 11 e la ketamina in 14. Infine, a Bologna Supersite, su 16 campionamenti tutti hanno rilevato la presenza delle tre sostanze, enplein confermato su 8 campionamenti anche a Bologna Giardini Margherita.
Il progetto “Psico” condotto in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche contro la Droga e le altre dipendenze (DPA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e l’Istituto di Scienze Polari del CNR, ha dimostrato uno strumento aggiuntivo e complementare ai metodi di valutazione già in uso relativo alle sostanze psicotrope nelle polveri sottili atmosferiche (PM10).
L’aria è una matrice molto complessa la cui composizione chimica è influenzata da molte sorgenti; oltre agli inquinanti e ai contaminanti più comuni, possono essere presenti dei composti che potrebbero essere associati ai comportamenti e alle abitudini delle persone.
Lo studio si è avvalso della collaborazione del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche (RIS) di Parma e di dieci Agenzie regionali per la Prevenzione e Protezione Ambientale, ed è stato condotto in dieci città italiane per un totale di diciassette siti di monitoraggio coinvolti (in alcune città sono state indagate in più aree). I campioni di PM10 (circa 1.000 campioni) sono stati raccolti giornalmente nelle quattro stagioni nel 2025.
«Il nostro obiettivo è capire se lo studio e le analisi chimiche delle polveri fini atmosferiche (PM10) possono essere utilizzati non più solo come indicatori di inquinamento e qualità dell’aria, ma anche come strumento di indagine sui comportamenti e le abitudini delle persone» spiega Andrea Gambaro, responsabile scientifico del progetto “Psico”.
Lo studio ha confermato la presenza di concentrazioni bassissime (picogrammi per metro cubo di aria, ovvero millesimi di miliardesimi di grammo per metro cubo) di cocaina, del D9-THC (il principio attivo della cannabis) e della ketamina, seppur in quasi tutti i centri urbani investigati. Tra le varie città indagate compare anche l’area di Mestre dove si osservano concentrazioni molto basse anche in confronto alle altre città studiate. Inoltre, le estese campagne di campionamento hanno permesso di evidenziare differenze di concentrazione delle sostanze psicotrope non solo tra città diverse, ma anche in aree diverse di una stessa città, che potrebbero rappresentare delle possibili zone “hotspot”, spiega Giovanna Mazzi, il cui progetto di dottorato è fortemente incentrato sullo studio delle sostanze stupefacenti in atmosfera.
Va specificato che le concentrazioni rinvenute sono molto basse e al di sotto di una possibile esposizione passiva significativa: questo porta alla conclusione che la determinazione delle sostanze psicotrope in aria si può candidare come metodologia aggiuntiva e di supporto per il monitoraggio della diffusione di queste sostanze in Italia, senza rappresentare un pericolo per la salute delle persone.
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