Lingue minoritarie: il Friuli Venezia Giulia è speciale anche per le sue diversità lessicali

Roberti: «è compito della Regione promuovere la diversità, linguistiche, storiche, culturali e tradizionali dei popoli che abitano questa terra». 

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«Italiano, friulano, tedesco, sloveno sono le lingue che compongono il Friuli Venezia Giulia che è una regione specialeproprio per le diversità che racchiude. Per l’amministrazione regionale è quindi essenziale promuovere le diversità, che non riguardano solo la lingua, ma anche la storia, la cultura, le tradizioni dei popoli che abitano questa terra da molti anni» ha detto l’assessore alle autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, intervenendo all’apertura dei lavori del campus organizzato dalla Rete delle minoranze d’Europa (NPLD – Network to promote linguistic diversity), su proposta dell’Agjenzie regionâl pe lenghe furlane (Arlef) e con il patrocinio della Fondazione Coppieters di Bruxelles, specializzata in federalismo e politiche linguistiche.

Oltre a portare il saluto dell’amministrazione regionale e del governatore Massimiliano Fedriga, Roberti ha ringraziato l’Università di Udine per la «continua attività di valorizzazione della lingua friulana che svolge in collaborazione con molti altri enti istituzionali». Roberti ha rimarcato come «i mezzi di comunicazione di massa hanno fatto scomparire le lingue minoritarie e i dialetti. Dobbiamo opporci a questo declino e per questo il supporto della Regione ci sarà sempre, con la necessaria attenzione a spendere al meglio le risorse, senza tagliare nulla e senza dispersioni di denaro pubblico in mille rivoli».

Nella difesa delle lingue minoritarie, Roberti ha richiamato «il ruolo fondamentale delle amministrazioni comunali a cui spetta la promozione della lingua» ed ha evidenziato il compito dell’Assemblea della comunità linguistica friulana, rappresentata all’evento dal presidente Diego Navarria. Per rafforzare l’incisività dell’azione del governo regionale, ha ricordato ancora Roberti, la tutela delle lingue minoritarie e le politiche sui corregionali all’estero sono state affidate al medesimo assessorato alle autonomie locali. La tutela della lingua friulana «passa anche attraverso i legami con i friulani all’estero che da anni hanno lasciato queste terre, ma continuano a coltivare il friulano e le proprie tradizioni».

All’apertura del campus ospitato dall’Università di Udine a palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, erano presenti anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, il vicepresidente dell’NPLD Sabrina Rasom, il direttore dell’Arlef, William Cisilino e Fabiana Fusco in rappresentanza dell’Ateneo friulano che ha collaborato all’organizzazione del prestigioso appuntamento internazionale con il supporto del Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli.

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