Alto Adige bilancio sulla nuova legge su piccole e medie derivazioni idroelettriche a dua anni dall’entrata in vigore

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PAB richard Theiner e direttore APPA Flavio Ruffini
Theiner: «abbattute le richieste in attesa, per il futuro si punta su più efficienza»

 

PAB richard Theiner e direttore APPA Flavio RuffiniA due anni dall’entrata in vigore della nuova legge provinciale su piccole e medie derivazioni idroelettriche, l’assessore alto atesino Richard Theiner e il direttore dell’Agenzia per l’ambiente (Appa) Flavio Ruffini hanno tracciato un bilancio della situazione.

Il quadro che ne emerge è positivo, e l’obiettivo è quello di porre un freno alla crescita puntando su sostenibilità e miglioramento dell’efficienza energetica. «L’Alto Adige ha più di mille concessioni tra piccole, medie e grandi – ha sottolineato Theiner – ed era giunta l’ora di cercare un maggiore equilibrio fra gli aspetti economici e quelli ecologici, fra uno sfruttamento delle risorse e la necessaria tutela delle fonti idriche. Lo abbiamo fatto con una nuova regolamentazione che mette al centro la sostenibilità ambientale».  

Theiner e Ruffini hanno presentato una comparazione fra Alto Adige e Tirolo, con la Provincia di Bolzano che nonostante numeri decisamente inferiori per quanto riguarda abitanti, superficie e precipitazioni atmosferiche, tiene testa ai cugini tirolesi per quanto riguarda sia il numero degli impianti (1.008 contro 1.017), sia la produzione complessiva di energia (6.000 gWh contro 6.500 gWh). «Ciò significa – ha spiegato Theiner – che il potenziale di crescita, sottoforma di nuove centrali, è ridotto. Ogni nuova concessione deve essere attentamente valutata, mentre rimane ancora parecchio da fare per quanto riguarda l’efficienza energetica delle strutture già presenti sul territorio».

Il direttore dell’Appa Ruffini ha ribadito come la nuova legge, che introduce procedure amministrative più snelle e maggiore trasparenza e chiarezza in termini di qualità, abbia contribuito a smaltire gli arretrati. «Delle 418 richieste giacenti a gennaio 2015 – ha spiegato Ruffini assieme al direttore dell’Ufficio elettrificazione Roberto Ghizzi – ne rimangono solamente 159, 68 delle quali presentate dopo l’entrata in vigore della nuova legge». Tra gli effetti della revisione della materia dal punto di vista regolamentare, vi è proprio il crollo delle domande: sono ben 80, infatti, quelle archiviate per il solo fatto che il corso d’acqua di riferimento rientrava tra quelli sottoposti a tutela dal punto di vista ecologico e ambientale.

«Inoltre – ha concluso Flavio Ruffini – non bisogna dimenticare il fatto che anche le medie derivazioni idroelettriche sono diventate di pubblico interesse. Ciò significa che i concessionari sono tenuti a investire sul territorio, sottoforma di compensazioni ambientali, destinando risorse alle amministrazioni municipali che in questo modo possono finanziare opere utili alla comunità. Ciò ricopre un grande valore, soprattutto nelle zone maggiormente periferiche del territorio provinciale».