Itas: il presidente Di Benedetto si dimette dopo le critiche interne al suo operato

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Itas Giovanni Di Benedetto
Le pressioni di almeno 8 consiglieri di amministrazione hanno avuto la meglio. Ora i poteri passano nelle mani del vicepresidente Consoli in attesa della nuova nomina prevista per l’11 ottobre

Itas Giovanni Di BenedettoEra nell’aria già dalla settimana scorsa, quando il precedente consiglio di amministrazione di Itas aveva lasciato a mezz’aria un documento di dura critica nei confronti dell’operato del presidente Giovanni Di Benedetto, colpevole di non avere governato con sufficiente capacità e decisione lo scandalo che ha coinvolto il Gruppo e travolto il suo ex direttore generale Ermanno Grassi, cui si può aggiungere anche la nomina del nuovo direttore generale Raffaele Agrusti, molto vicino allo stesso Di Benedetto ma indigesto a molti consiglieri.

Al termine dell’ennesimo consiglio di amministrazione, piuttosto burrascoso secondo alcune indiscrezioni, il pomeriggio del 20 settembre Di Benedetto ha capitolato, rassegnando le sue dimissioni. Il fronte dei critici, oltre al mancato controllo sulla gestione di Grassi, gli hanno rinfacciato anche la situazione delle riserve, che sono ad un livello inferiore a quello di compagnie assicurative delle stesse dimensioni.

A Di Benedetto il consiglio ha concesso l’onore delle armi, almeno stando al lunghissimo comunicato stampa ufficiale diffuso dall’azienda subito dopo la conclusione della riunione, dove l’ormai ex presidente ripercorre i suoi successi al vertice del Gruppo assicurativo trentino, sottolineandone la crescita e il suo posizionamento nel mercato assicurativo italiano.

Di Benedetto afferma di avere fatto il bel gesto delle dimissioni in anticipo sulla loro scadenza naturale per «favorire un dibattito senza condizionamenti» e «credo sia nell’interesse della nostra Società che venga condotto da persone che possano seguire nel tempo la sua realizzazione». «So che questa mia decisione è inconsueta e rara in un Paese in cui lo sport principale sembra essere l’occupazione delle poltrone, ma in realtà la meditavo da tempo». Anche se più volte ha tentato, inutilmente, di modificare lo Statuto sociale per togliere al limite dei tre mandati.

Di Benedetto ha quindi concluso il suo intervento con un caloroso ringraziamento ai consiglieri, agli agenti, ai dirigenti e ai dipendenti tutti “per il validissimo e prezioso contributo umano e professionale che hanno offerto in questi anni alla nostra Mutua e al sottoscritto». Il consiglio di amministrazione ha preso atto, con notevole dispiego di lacrime da coccodrillo, «con rammarico, della decisione del presidente, sottolineando all’unanimità come anche questa scelta confermi l’elevato spessore umano e professionale di Di Benedetto, che ha ancora una volta dimostrato di voler servire l’ITAS nell’esclusivo interesse della collettività dei Soci».  Ha quindi ringraziato il presidente per quanto realizzato negli anni della sua presidenza snocciolando «risultati eccezionali ed inconfutabili: il volume premi complessivo del Gruppo Itas è raddoppiato, passando da 580 milioni di euro del 2012 a oltre 1,1 miliardi di euro del 2016, in un mercato caratterizzato nei rami danni da una raccolta con segno negativo; gli utili lordi cumulati dal 2012 ad oggi sono stati pari ad oltre 133 milioni di euro; il numero dei soci assicurati è passato dai 521.000 del 2012 ai 930.000 di oggi; il numero dei dipendenti è passato da 370 a 730 risorse occupate; il numero degli agenti è passato da 260 del 2012 agli attuali 650».

Nel lungo comunicato si sottolinea come l’addio di Di Benedetto non sarà completo: «resterà nel Consiglio al fine di garantire il suo prezioso apporto al dibattito sulla Corporate Governance e conserverà gli altri incarichi detenuti nel Gruppo, ivi compresa la rappresentanza in Ania in cui, per la prima volta nella storia dell’Itas, è riuscito, meritatamente, ad ottenere il ruolo di vice presidente. Inoltre, il Consiglio ha avviato il percorso per la nomina di Giovanni Di Benedetto a presidente onorario di ITAS, con l’incarico di presiedere e governare la costituenda Fondazione ITAS Mutua, iniziativa da lui ideata e voluta al fine di riaffermare con forza ed in ogni sede i valori della mutualità». 

Il consiglio di amministrazione, che si riunirà il prossimo 11 ottobre per la nomina del nuovo Presidente, «ha preso atto che, a norma di Statuto, i poteri assegnati al presidente passano ora al vice presidente vicario, Giuseppe Consoli».