Banca Finint: approvato il bilancio per l’esercizio 2018

Margine finanziario e da servizi di 49 milioni di euro (+13% a/a), con commissioni nette che ammontano a 43,7 milioni di euro (+7,3% a/a). Utile consolidato ante imposte di 15,4 milioni di euro (+45% a/a). Utile netto consolidato di 9,8 milioni di euro (+50% a/a). 

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Enrico Marchi presidnete banca Finint

L’assemblea di Banca Finanziaria Internazionale S.p.A. (Banca Finint S.p.A.), ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2018. I risultati della Banca, al suo quinto esercizio di attività, hanno dimostrato la validità del percorso di sviluppo avviato a fine 2014, raggiungendo l’utile di bilancio al netto dei dividendi delle partecipate.

Il Gruppo ha consolidato ulteriormente il proprio modello di business, che tende a ottimizzare l’esperienza ed il know-how storicamente presenti nella strutturazione, nell’acquisto e nella valorizzazione di portafogli creditizi performing e non-performing, cartolarizzati o meno, nell’investimento in minibond, nell’asset management, e nella consulenza alle imprese. Dal lato della raccolta sono stati aperti nuovi canali fintech che apportano una maggiore stabilità del funding della Banca e del suo Gruppo.

Il Margine finanziario e da servizi ammonta a 49 milioni di euro, in incremento del 13% rispetto all’anno precedente. Il contributo più determinante è dato dalle commissioni nette, che ammontano a fine 2018 a 43,7 milioni di euro (con un incremento del 7,3% rispetto l’anno precedente), derivanti dalle attività svolte nell’ambito del servicing di operazioni di cartolarizzazione (23,9 milioni di euro contro 20,6 milioni di euro dell’esercizio 2017), della gestione di fondi di investimento e patrimoni (circa 10,3 milioni contro 9,6 milioni per l’esercizio 2017) e degli altri servizi relativi alle attività di corporate finance, di M&A e di private equity. In significativa crescita risulta anche il contributo al margine della Banca stand alone (4,6 milioni di euro contro 3,6 dell’esercizio precedente).

Il Risultato netto della gestione finanziaria e da servizi ammonta a 48,6 milioni di euro.

I Costi operativi ammontano a 33,2 milioni di euro, in crescita contenuta rispetto al 2017 (+3,3%) soprattutto se confrontati con la variazione incrementale del margine di intermediazione (+13%), ciò che consente un sensibile miglioramento del cost income ratio che si riduce dal 74,4% del 2017 al 65,9%. La principale voce di costo è rappresentata dalle spese per il personale, il cui fisiologico aumento comprova la crescita anche dimensionale del Gruppo, che può contare a fine 2018 su 293 risorse rispetto alle 265 del 2017.

L’Utile d’esercizio consolidato ante imposte ammonta a 15,4 milioni di euro, registrando un incremento del 45% rispetto al 2017. Le Imposte sul reddito d’esercizio si attestano su 5,6 milioni di euro, in incremento del 35% rispetto al 2017. L’utile nettoconsolidato ammonta a 9,8 milioni di euro, in incremento di oltre il 50% rispetto all’esercizio 2017.

L’esercizio 2018 ha visto il consolidarsi dell’operatività della Banca in linee di business sinergiche alle attività tipiche del Gruppo, prevalentemente legate al “Debt Capital Market” e alle cartolarizzazioni. In tale ambito la Banca ha consolidato l’attività di arranger in operazioni di emissione di prestiti obbligazionari (c.d. “minibond”), confermandosi anche nel 2018 come uno degli operatori più attivi del mercato, con 7 operazioni realizzate per un controvalore complessivo di 59 milioni di euro, che la collocano al terzo posto nella league table del 2018 secondo il V Report Italiano sui Minibond realizzato dal Politecnico di Milano e ne confermano la leadership di mercato, con un controvalore nel periodo 2012-2018 pari a 675,5 milioni di euro.

Il patrimonio netto individuale al 31 dicembre 2018 ammonta a 132,6 milioni di euro.

A livello di ratio patrimoniali, i CET1 ratio individuale e consolidato si attestano su valori superiori a quelli minimi previsti dalle Autorità di Vigilanza e dal Risk Appetite Framework attestandosi al 37,5% a livello individuale e al 13,7% a livello consolidato.

Il coverage ratio delle sofferenze, al netto dell’importo di recupero sui finanziamenti alle PMI garantito dal Fondo Nazionale di Garanzia, è dell’88%, tra i più alti in assoluto e in linea con un’attenta politica di monitoraggio e copertura del credito tesa a garantire e a rafforzare la solidità patrimoniale e finanziaria del Gruppo.

«I risultati conseguiti dal Gruppo bancario nel 2018 – afferma il presidente, Enrico Marchi -confermano il successo di un modellodi business che abbiamo impostato nella volontà di porci come punto di riferimento per la crescita delle imprese del nostro territorio, nel tempo travolto dalla crisi che ha messo in ginocchio molte delle nostre imprese eccellenti che sono finite in sofferenza oppure sono state acquisite da multinazionali. Il nostro impegno si è concentrato nella direzione di mettere a punto tutta una serie di strumenti finanziari innovativi per far ripartire il NordEst e che consentano alle nostre industrie di diversificare le fonti di finanziamento aumentando l’approvvigionamento del credito. Nel nostro futuro – prosegue Marchi -, oltre a consolidare gli ambiti operativi, abbiamo altri progetti come il sostegno della finanza d’impresa attraverso lo sviluppo di nuovi strumenti, tra cui il direct lending, oltre a intervenire con maggiore forza nei risanamenti aziendali e nelle IPO. Nel 2019 vogliamo intervenire con sempre maggiore forza nella realizzazione di operazioni che consentano alle aziende di mantenere non solo la produttività, ma anche le sedi nel territorio. In parallelo, stiamo concentrando gli sforzi nello sviluppo delle attività a supporto delle operazioni di cartolarizzazione e l’asset management, per le quali siamo leader a livello italiano. L’evoluzione del mercato della cartolarizzazione di crediti e contratti da leasing in Italia, in particolare, è in costante crescita e ne cogliamo le opportunità derivanti dalle novità normative, che agevolano la realizzazione delle operazioni, sia per le società di leasing che per gli investitori, i quali possono beneficiare di una maggiore granularità e diversificazione geografica e settoriale dei portafogli sottostanti».

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