Zaia lancia il “Polo autostradale del NordEst”

La Cav indicata al ministro De Micheli come soggetto su cui incentrare la nuova strategia infrastrutturale del territorio che potrebbe coinvolgere la Brescia-Padova, Autobrennero e Autovie Venete.

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polo autostradale del NordEst autostrade alto adriatico

Il Veneto si candida a gestire in proprio la rete autostradale pubblica della regione, ma lo scenario potrebbe facilmente allargarsi anche a fuori regione, coinvolgendo il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige (e, magari, pure l’Emilia Romagna) per arrivare alla creazione di un “Polo autostradale del NordEst” capace di gestire le infrastrutture del territorio, ricomprendendo l’Autobrennero e le Autovie Venete alle prese con concessioni ampiamente scadute.

La proposta arriva dal governatore del Veneto, Luca Zaia, in una lettera inviata al ministro dei Trasporti, Paola De Micheli dove presenta un documento di tre pagine illustrando il progetto di gestione del “Polo Autostradale del NordEstpartendo dalla società Cav (compartecipata dalla Regione Veneto ed Anas), concessionaria del Passante di Mestre. 

«Il fine – dice Zaia – è in primis governare, nel medio-lungo periodo, l’intera rete autostradale veneta, con obiettivo prioritario sulla sicurezza e manutenzione della stessa, ma anche finanziare, realizzare e gestire nuove importanti opere infrastrutturali, alleggerendo il peso relativo sui bilanci pubblici dello Stato e della Regione». 

Per il governatore del Veneto, «questo ambizioso progetto “di visione”, perfettamente in linea con gli obiettivi del Governo di riduzione nel tempo delle tariffe, pur nel mantenimento di ricavi da investire in infrastrutture per la sicurezza e la manutenzione, prevede nell’immediato di intervenire con due iniziative urgenti riguardanti la Cav, che consentono da sole di finanziare sin da ora opere già programmate per un miliardo di euro». 

Si tratta di rinnovare la concessione della Cav per ulteriori 30 anni e di modificare la normativa per permettere alla società di allargare il proprio campo d’azione rispetto all’attuale configurazione di “gestore del Passante di Mestre”. In questo modo Cav, secondo il progetto, potrebbe ottenere in affidamento a partire dal 2026 (ovvero alla data di scadenza della gestione) la concessione del tratto della A4Brescia-Padova” e A31 della Valdastico, ma potrebbe allargarsi fin da subito alla gestione dell’Autobrennero e di Autovie Venete, previo allargamento della base sociale di Cav anche alle regioni Trentino Alto Adige (socio di maggioranza di A22) e Friuli Venezia Giulia (socio di maggioranza di Autovie).

Non solo: mettendo assieme la gestione di A4, A31, A22, A57, A23, A28 e A34 si verrebbe a creare un polo autostradale di primaria importanza, secondo solo all’attuale Aspi, che potrebbe crescere ulteriormente se si dovesse giungere alla revoca delle concessioni in capo ad Aspi a seguito del crollo del ponte di Genova e della mancata manutenzione su gran parte della rete autostradale in capo al gruppo Benetton, facendo rientrare anche la concessione di A31 e di parte di A1. Con un occhio anche all’intermodalità, con uno scenario di gestione congiunta gommaferro degli investimenti e del traffico sulle direttrici principali che interessano il NordEst.

Si vedrà se la politica dei territori interessati sarà abbastanza lungimirante per cavalcare un progetto di largo respiro, capace di andare oltre alle visioni localistiche che fino ad oggi hanno caratterizzato la gestione delle infrastrutture in concessione.

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