Aceto balsamico, la Slovenia scippa la denominazione all’Italia

Coldiretti: «danno per oltre un miliardo di euro». Interrogazione all’Europarlamento di De Castro.

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Aceto balsamico modena versato bollino HiRes

L’inaccettabile scippo del nome di aceto balsamico da parte della Slovenia mette a rischio un miliardo di euro di valore al consumo e rappresenta un attacco all’intero sistema del “Made in Italy” di qualità denuncia la Coldiretti nel commentare la decisione del governo sloveno di varare una norma con la quale qualsiasi miscela di aceto di vino con mosto concentrato si potrà chiamare, e vendere, come “aceto balsamico”.

«Una scelta, peraltro già notificata alla Commissione Europea, che va contro – rileva Coldiretti – le attuali norme comunitarie che tutelano Dop e Igp e disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore. Assieme all’aceto è dunque sotto attacco l’intero sistema del “Made in Italy” di qualità e lo stesso primato dell’Italia che conta 312 specialità Dop/Igp/Stg riconosciute a livello comunitario, oltre a 526 vini Doc/Docg e Igt».

Secondo Coldiretti il rischio è anche un altro: «l’iniziativa slovena potrebbe contribuire ad ingrossare il mercato internazionale del falsoMade in Italy” che fattura già oltre 100 miliardi di euro miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che non hanno nulla a che fare con la realtà italiana».

Contro il pericoloso precedente sloveno, frutto peraltro di un paese comunitario, da registrare l’iniziativa dell’eurodeputato Paolo De Castro che ha presentato un’interrogazione prioritaria al commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski. Per De Castro, presidente della commissione agricoltura dell’Europarlamento, «l’aceto balsamico sloveno sarebbe chiaramente un’evocazione che può indurre in errore i consumatori europei, perché fa concorrenza all’alimento tutelato nello stesso segmento di mercato, e non può farlo. Tocca a Wojciechowski difendere la Dop italiana, alla luce dei chiarimenti sulla denominazione “Aceto balsamico” forniti a maggio scorso su mia sollecitazione». 

Secondo le norme Ue, il periodo di valutazione della notifica slovena scade il 3 marzo. Sono riconosciuti e tutelati dall’Unione Europea l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, l’Aceto Balsamico di Modena IGP (Indicazione Geografica Protetta), l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio DOP, e l’Aceto Balsamico di Reggio Emilia IGP. Si tratta di prodotti ottenuti nel rispetto di specifici disciplinari di produzione trasmessi nel tempo da generazioni che devono essere protetti nei confronti delle imitazioni a basso costo che non hanno nulla a che vedere con i prodotti originali.

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