Divieti antismog: dal 1° ottobre scatta la giungla delle interdizioni alla circolazione

I divieti variano da città a città o provincia. Coinvolti i veicoli fino ad Euro2 benzina e Euro4 Diesel, con punte in alcune realtà anche per lo standard Euro 5 Diesel. 

0
343
divieti antismog

Dal prossimo sabato 1° ottobre torna la giungla dei divieti antismog che variano da città a città, con divieti alla circolazione che, mediamente coinvolgono tutti i veicoli a standard Euro3 benzina e Euro4 Diesel, ma con la possibilità di coinvolgere anche gli Euro5 Diesel in alcune realtà o livelli d’inquinamento.

Il caso più eclatante dei divieti antismog è Milano, dove non potranno più circolare, nei giorni feriali, le auto a benzina con omologazione fino a Euro2 compresa e le Euro5 Diesel. E da Milano è probabile che la mannaia sui veicoli più vecchi si estenda rapidamente anche ad altre realtà.

Ti piace “Lo Schiacciasassi”? Iscriviti qui sul canale YouTube di “ViViItalia Tv”

A Milano nella fascia oraria 7.30-19.30 dei giorni da lunedì a venerdì (festivi esclusi), all’interno dell’Area B (che, in pratica, coincide con il perimetro comunale ed è sorvegliata da 188 telecamere) non potranno più circolare le vetture fino a Euro2 benzina e fino a Euro5 Diesel, comprese le Euro4 dotate di filtro antiparticolato. Sempre dal 1° ottobre, inoltre, cessa l’esenzione generalizzata dal pagamento del ticket di accesso all’Area C (in pratica, al centro storico, il cui costo giornaliero è di 5 euro) per tutte le auto ibride. Lo sconto sarà applicato solo ai veicoli con emissioni di CO2 inferiori a 100 g/km.

A Torino non possono mai circolare le Euro0 e Euro1 a benzina, le Euro 0, 1 e 2 Diesel, oltre alle Euro 0 e 1 bifuel (Gpl/metano e benzina). Dal lunedì al venerdì, nella fascia dalle 8.00 alle 19.00, si fermano anche le Euro 3 e 4 Diesel; il blocco delle Euro 5 a gasolio è previsto nel caso di superamento dei limiti delle sostanze inquinanti.

A Bologna e Modena dal lunedì al venerdì e la domenica dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione delle auto fino a Euro2 a benzina, fino a Euro3 Diesel ed Euro 0 e 1 a Gpl e metano. L’amministrazione comunale sta valutando la possibilità di istituire di una tassa di circolazione locale (da 100 a 300 euro annui) che colpirebbe tutte le auto, Euro6 comprese, a eccezione solo di ibride ed elettriche. Peccato che gli amministratori di queste due città non abbiano letto gli ultimi studi indipendenti secondo i quali l’auto elettrica e ibrida inquina più di una moderna Euro6 Diesel.

In riviera, a Rimini ai divieti previsti da Bologna e Modena si aggiunge il blocco nell’intera provincia delle Euro4 Diesel dopo tre giorni di superamento dei limiti di PM10.

All’ombra delle Dolomiti, a Bolzano dal lunedì al venerdì (esclusi i festivi), nelle fasce orarie 7-10 e 16-19 è vietata la circolazione delle Euro 0 e 1 a benzina e delle Diesel fino a Euro 3.

A Padova fino al 30 aprile non possono circolare dal lunedì al venerdì (festivi compresi), dalle 8.30 alle 18.30, le Euro 0 e 1 a benzina e le Diesel fino a Euro 4. Dopo quattro giorni consecutivi di superamento della soglia di emergenza prevista per le polveri sottili scatta il blocco anche delle Euro 2 a benzina e delle Euro 5 Diesel.

In Veneto l’estensione del divieto di circolazione fino ai Diesel Euro 4 ha sollevato le proteste di chi con auto e furgoni ci lavora, specie quelli più recenti Euro 4 e 5, con circa una decina d’anni di vita sulle ruote.

Tutti i veicoli Diesel fino a Euro 4 (quelli immatricolati dal 2006 e fino al 2009) e i benzina Euro 1, sia privati che commerciali, non potranno circolare nemmeno in allerta verde. Se scatterà l’allerta arancione lo stop riguarderà anche i mezzi privati Euro 5 Diesel e quelli privati e commerciali Euro 2 benzina. E nel caso di allerta rossa, con le polveri sottili alle stelle, anche i veicoli commerciali Euro 5 Diesel resteranno fermi.

Come si vede, i divieti antismog riguardano solo la circolazione dei veicoli vecchiotti, che hanno una bassa responsabilità complessiva sul totale degli agenti inquinanti. Nulla si fa per controllare i maggiori colpevoli dell’inquinamento autunnale ed invernale, ovvero gli impianti di riscaldamento, con tante amministrazioni locali che non effettuano i controlli di loro spettanza. E sì che specie quest’anno, con il caro bollette e l’invito a ridurre di un grado la temperatura all’interno di abitazioni e luoghi di lavoro questo dovrebbe essere un imperativo, sia per ridurre la bolletta energetica nazionale che, soprattutto, l’inquinamento ambientale.

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata. 

Ti piace “Lo Schiacciasassi”? Iscriviti qui sul canale YouTube di “ViViItalia Tv”

Ti piace “ViViItalia Tv”? Sostienici!

YouTube

https://youtu.be/QgZ-bRdjll8?sub_confirmation=1

Telegram

https://t.me/ilnordest

https://t.me/ViviItaliaTv

Twitter

https://twitter.com/nestquotidiano

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano/

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian/

© Riproduzione Riservata