Veicoli Euro6, in Trentino la riduzione della tassa automobilistica passa al 24%

La norma allarga il precedente provvedimento che scontava al 20% la tassa per gli Euro5. Ma sarebbe stato opportuno articolare il maggiore beneficio solo sulle più efficienti ed ecologiche Euro6d-Temp e Euro6d. 

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Al fine di incentivare l’uso di automobili sempre meno inquinanti e considerati i recenti standard delle nuove autovetture, la giunta provinciale di Trento ha deciso di ridurre ulteriormente la tassa automobilistica al 24% per i veicoli Euro6 a partire dal 2019. Resta invece invariata, la riduzione al 20% per i veicoli Euro5, introdotto nel 2012.

Dal 1 settembre 2015 tutte le nuove automobili immesse sul mercato europeo ed italiano appartengono alla classe di inquinamento Euro6, articolato in vari livelli di emissioni: dalla Euro6a alla Euro6b (appena superata come norma di omologazione) alla Euro6centrata in vigore dal 1 settembre 2018 alla Euro6d-Temp in vigore dal 1 settembre 2019 e dalla Euro6d in vigore dal 2020. Sulla base di questa motivazione, la giunta provinciale – su proposta del presidente Maurizio Fugatti – ha deciso di incentivare l’adozione di automezzi sempre meno inquinanti, innalzando la riduzione dall’attuale 20% al 24%.

La precedente incentivazione risale al 2012, quando l’allora giunta provinciale decise di sostenere l’acquisto di automobili a ridotto impatto ambientale, con la riduzione del 20% della tariffe sulla tassa automobilistica per gli autoveicoli appartenenti alla classe di inquinamento Euro5 o superiori a partire dal 2013.

A distanza di sei anni da tale intervento, al fine di incentivare in modo più efficace la diffusione di autoveicoli sempre meno inquinanti, la giunta ha approvato la delibera che incrementa la riduzione tariffaria per gli autoveicoli appartenenti alla classe di inquinamento Euro6 e superiore, che rappresenta la classe dei veicoli di più recente immatricolazione.

Sarebbe stato opportuno, per assicurare un migliore incentivo verso i veicoli ecologici, prevedere lo sconto maggiorato del 24% soloper le Euro6d-Temp e Euro6d, in quanto quelle Euro6a, Euro 6b ed Euro6c sono frutto di quanto avvenuto post scandalo del Dieselgate, quando si è scoperto che le Euro5 avevano livelli di emissione simili alle Euro4 con il filtro antiparticolato. Di qui, l’Ue decise di rendere decisamente più elastica la soglia inizialmente fissata per le Euro6, disponendo ben 5 sottocategorie, allargando di oltre il 50% i limiti previsti che dovranno progressivamente rientrare con la Euro6d, standard di omologazione cui qualche casa propone già ora qualche modello. Per le vetture omologate Euro6a, b e c sarebbe più equo garantire lo sconto del 20%.

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