Monitor dei distretti industriali del NordEst sul II trimestre 2019

Segnali di ripresa delle esportazioni. In Veneto brilla l’occhialeria. Rallenta l’Emilia Romagna. 

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monitor dei distretti industriali

E’ stato pubblicato il Monitor dei distretti industriali del NordEst a fine giugno 2019, curato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.

Nel secondo trimestre 2019 i distretti del Triveneto hanno dato segnali di ripresa delle esportazioni, che hanno superato gli 8,6 miliardi di euro, con un aumento dell’1,3%, invertendo il segno negativo osservato nei primi tre mesi dell’anno. Le esportazioni dei distretti monitorati da Intesa Sanpaolo rappresentano il 39% del totale delle esportazioni totali dell’agricoltura e dell’industria manifatturiera del Triveneto che nello stesso periodo, al netto della cantieristica, hanno registrato un aumento di poco superiore pari al +2,5%. Su base semestrale, si è registrato un lieve aumento delle esportazioni sullo stesso periodo dell’anno precedente (+0,3%), nonostante il rallentamento dell’economia tedesca che rappresenta il primo mercato di sbocco per le imprese distrettuali del Triveneto.

In Emilia Romagna l’export regionale prosegue nell’andamento positivo (+0,6% la variazione percentuale tendenziale), proseguendo il percorso da inizio anno (+0,8%). Spiccano in particolare i buoni risultati ottenuti dai distretti della maglieria e abbigliamento di Carpi e dall’alimentare di Parma, in progresso rispettivamente del 26,7% e del 25,5% nel trimestre, nonché le macchine utensili di Piacenza, +28,2% nel primo semestre.

A livello distrettuale, quelli del Trentino Alto Adige sono quelli che nel secondo trimestre 2019 si sono maggiormente avvicinati al tasso di crescita nazionale (+2,9% vs 3% nazionale), seguiti da quelli del Veneto (+1,1%) e del Friuli Venezia Giulia, pressoché stabili (+0,4%). Tra i settori trainanti l’agroalimentare (+2,7%), la moda (+2,0%) e la metalmeccanica (+1,9%), mentre restano in territorio negativo le esportazioni dei distretti del sistema casa (-1,4%).

In un contesto di generale peggioramento del commercio internazionale provocato dalle tensioni create dalla guerra dei dazi tra Stati Uniti e Cina, i distretti del Triveneto sono riusciti a trarre vantaggio nei paesi avanzati lontani crescendo sul mercato statunitense del 13% e in Canada del 9%, beneficiando degli accordi di libero scambio con la UE. In frenata invece le esportazioni verso i paesi emergenti lontani (-1,8% soprattutto Cina e Messico) e vicini (-4,2%), oltre a Turchia, Polonia e Russia.

In Veneto i distretti hanno superato nel secondo trimestre 2019 i 6,9 miliardi di euro di esportazioni trainati dall’Occhialeriadi Belluno che ha segnato un brillante incremento (+11,3%), grazie agli aumenti negli Stati Uniti e in Germania. E’ il primo distretto del Triveneto ad apparire nella classifica dei primi 10 distretti italiani per crescita più elevata dell’export nel secondo trimestre 2019 (al V posto), seguito dalle Macchine agricole di Padova e Vicenza (al IX posto), anche queste ultime con crescita a doppia cifra (+15,2%). I distretti del sistema moda, che hanno avuto una spinta allo sviluppo proprio grazie agli scambi con l’estero, manifestano una necessità crescente di inserimento in azienda sia di nuove maestranze giovanili in grado di apportare le competenze tecnologiche più avanzate, sia di operai con competenze manuali e artigianali: sul territorio stanno nascendo varie esperienze di formazione interne alle aziende e in collaborazioni con istituti tecnici e di formazione professionale e specialistica. Tra gli altri distretti della moda con maggiore crescita oltre, alla buona evoluzione dell’Oreficeriadi Vicenza (+4,6%) sostenuta dalla ripresa del mercato statunitense, che ha sostenuto anche la crescita della Calzatura sportiva e sportsystem di Montebelluna (+3%), si è registrata una lieve ripresa del Tessile di Schio-Valdagno e Thiene(+1,3%) grazie alla filiera della maglieria e soprattutto all’abbigliamento.

La Concia di Arzignano e rimasta stabile sui valori trimestrali registrati nel 2018, mentre i rimanenti distretti hanno subito un calo, che è stato meno forte per la Calzatura veronese (-1,3%) e più significativo per la Calzatura del Brenta (-6,9%) calata in modo pronunciato nel mercato svizzero, che sta perdendo la posizione di hub del lusso per l’abbandono progressivo dei grandi marchi della moda. Nell’agroalimentare un buon aumento delle esportazioni si è verificato per i Vini del veronese (+8,3%) i Dolci e pasta veronesi (+34,3%) e le Carni di Verona (1,6%). Positivi gli incrementi anche per la Termomeccanica di Padova (+5,3%), la Meccanica strumentale di Vicenza (+1,1%) e le Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova (+1,3%). Per la prima volta dopo una serie ininterrotta di 39 trimestri con segno positivo, il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadeneha registrato un calo del -4,9% nel secondo trimestre 2019 (pari a -9, 3 milioni di euro) quasi interamente attribuibile ad una riduzione delle vendite nel Regno Unito e in Germania, nonostante Canada, Francia e Stati Uniti abbiano continuato a crescere.

Il rallentamento dell’economia tedesca non ha impedito a 12 distretti dei 26 veneti di crescere nelle esportazioni verso questo mercato di sbocco di primaria importanza, con un incremento finale nel secondo trimestre 2019 del 2,1 %. Tra i distretti migliori tre sono specializzati in beni di consumo (Occhialeria di Belluno, Vini del Veronese e Legno e arredo di Treviso), seguiti da due distretti legati alla meccanica (Termomeccanica di Padova e Meccanica strumentale di Vicenza). Tra i distretti invece che hanno ridotto le esportazioni verso la Germania, solo alcuni possono essere stati condizionati dalle difficoltà incontrate dalla filiera del valore del settore automotive tedesco: si tratta della Concia di Arzignano e delle Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova.

Nel secondo trimestre 2019 i distretti del Trentino Alto Adige hanno accelerato il passo di crescita (+2,9%), toccando 1,2 miliardi di euro di esportazioni, grazie a soprattutto al balzo della Meccatronica dell’Alto Adige (+7%), delle Mele del Trentino (+169,2%) e del Legno Arredo dell’Alto Adige (12,2%). Nell’agroalimentare, oltre all’ottimo risultato delle Mele del Trentino, che sono meno inserite nei mercati esteri rispetto all’Alto Adige, rilevante è stato l’aumento a doppia cifra (+10,4%) dei Vini e distillati di Bolzano. Per quanto riguarda le esportazioni distrettuali verso la Germania, primo mercato di sbocco con peso del 26% sul totale, sono calate complessivamente del 2,6%. Tuttavia 4 distretti su 10 sono cresciuti: è questo il caso della Meccatronica dell’Alto Adige e dei Vini e distillati di Bolzano. Al contrario le Mele dell’Alto Adige sono quelle che hanno maggiormente risentito del calo della domanda del mercato tedesco (-33,2%), anche come conseguenza della sovraproduzione europea dello scorso anno che ha provocato tensione sui prezzi e l’aumento della pressione competitiva.

Per i distretti monitorati del Friuli Venezia Giulia le esportazioni per complessivi 571 milioni di euro, sono rimaste stabili nel secondo trimestre del 2019 sui valori dell’anno precedente (+0,4%). Tra i distretti della casa spicca da un lato il Legno e arredo di Pordenone (+10,3%) e, dall’altro, emerge il calo significativo di Sedie e tavoli di Manzano (-12,6%) causato da una diminuzione di vendite in Russia e nel Regno Unito. In territorio negativo anche gli Elettrodomestici di Pordenone(-7,3%) per un calo rilevante delle esportazioni in Cina, Regno Unito e Russia. Infine il Prosciutto di San Daniele (-16,3%), le cui vendite si mantengono orientate prevalentemente sul mercato interno, ha risentito sui mercati esteri delle difficoltà incontrate da alcuni dei maggiori produttori.

Tra i poli tecnologici del Triveneto, due su tre hanno realizzato un aumento dell’export. Il Biomedicale di Padova ha continuato ad aumentare la propria presenza sui mercati esteri (+10,8%) e in particolare negli Stati Uniti e Francia, realizzando l’incremento più alto in valore tra i poli biomedicali italiani (+19,3 milioni di euro). Buono anche la crescita dell’export per il polo ICT di Trieste (+7,1%) grazie alla crescita nei Paesi Bassi che ha più che compensato la diminuzione in Francia. Infine il polo dell’ICT veneto ha segnato una variazione negativa del 4,9%, con maggiori cali verso Arabia Saudita, Germania e Turchia.

In Emilia Romagna luci e ombre nel settore Alimentare. Ottima crescita dell’Alimentare di Parma (+25,5%) e dei distrettidel Lattiero-caseario di Reggio Emilia e parmense (rispettivamente +7,1% e +0,6%). Alla crescita del distretto dei Salumi di Reggio Emilia (+4,8%), si contrappone il calo di quelli di Parma (-4,2%) e del Modenese (-7,7%). Forte calo dell’Ortofruttaromagnola (-8,5%) in lotta contro il fenomeno della cimice asiatica.

Nel Sistema moda si è osservata una dinamica favorevole: crescita a doppia cifra per la Maglieria e abbigliamento di Carpi (+26,7%) e l’Abbigliamento di Rimini (+19,7%); continua invece la performance negativa delle Calzature di San Mauro Pascoli (-4,4%).

Nel Sistema casa, al rafforzamento dell’export dei Mobili imbottiti di Forlì, che anche nel II trimestre del 2019 ha fatto registrare una crescita dell’11,5%, si è contrapposto l’andamento negativo del distretto delle Piastrelle di Sassuolo, (-2,3%).

In calo nel periodo aprile-giugno 2019 le esportazioni dei Poli tecnologici regionali, in controtendenza rispetto alla dinamica nazionale (-8,5% versus +31,4%). Pesano gli arretramenti del Polo ICT dell’Emilia-Romagna (-16,8%) e del Biomedicale di Mirandola (-5,3%), non compensati dalle buone performance del Biomedicale di Bologna (+9,9%).

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