Confcommercio FVG: terziario trainante, ma vistoso calo delle aziende attive

I dati dell’Osservatorio congiunturale sul IV trimestre 2019 evidenziano la perdita di 1.370 imprese. Bini: «per tutelare i negozi di vicinato prenderemo ad esempio la norma dell’Alto Adige». 

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Secondo Confcommercio FVG, il terziario del Friuli Venezia Giulia si conferma settore trainante per l’economia del territorio, con 24 miliardi di valore aggiunto, ma nel 2019 ha registrato un saldo negativo di imprese attive pari a 1.370 unità.

«Si tratta di un dato – ha affermato a Udine il presidente regionale di Confcommercio, Giovanni Da Pozzoinfluenzato dalle performance del commercio, la cui emorragia di imprese non si arresta, con un calo dell’11% degli operatori nell’ultimo decennio, mentre continua a crescere il turismo, che si conferma strategico per la crescita della regione».

Il quadro di chiusura dell’anno è stato tracciato dall’associazione del terziario in occasione della presentazione dei dati del quarto trimestre 2019 dell’Osservatorio congiunturale Confcommercio Fvg-Format Research, alla quale è intervenuto anche l’assessore regionale alle attività produttive, Sergio Emidio Bini, e che ha visto il direttore scientifico di Format Research, Pierluigi Ascani, illustrare un’indagine che ha avuto tra i propri focus anche l’economia montana e la reazione delle categorie alla novità dello scontrino elettronico.

In regione il terziario (commercio, turismo, servizi) costituisce il 56% dell’intero tessuto imprenditoriale e rappresenta il 72% del valore aggiunto del Friuli Venezia Giulia (circa 24 miliardi di euro), confermandosi trainante anche dal punto di vista degli occupati, con un aumento di 12.000 lavoratori negli ultimi 10 anni. Resta critica, tuttavia, la situazione del commercio, che ha perso 5.000 posti di lavoro, lo stesso numero che ha guadagnato il turismo.

Dall’indagine risulta che la situazione «appare più preoccupante nelle aree montane», che dal 2010 al 2019 hanno visto una riduzione del numero delle imprese più forte, pari al -3%, contro il -1% della pianura e delle aree di città, con le impresedel commercio a far segnare il calo più elevato (-14%). In montagna solo il 63% delle imprese ha un sito web aziendale(77% nelle altre aree) e la quota di coloro che svolgono attività di commercio elettronico è la metà rispetto alla media regionale (9% contro 18%), anche ad indicazione che spesso di tratta di negozi di vicinato.

Stabile la fiducia delle imprese del terziario del Friuli Venezia Giulia circa l’andamento dell’economia italiana nell’ultima parte del 2019, e anche per quanto riguarda la previsione al 31 marzo 2020, così come restano stabili i ricavi nell’ultima parte del 2019 e sostanzialmente invariati anche in previsione per i primi mesi del 2020.

Il 56% degli esercenti in regione ha acquistato un nuovo registratore telematico in ottemperanza della recente normativa in materia di trasmissione dei corrispettivi, anche se il 55% teme che l’obbligo possa avere un impatto negativo sulla propria attività.

Dinanzi ai numeri forniti da Confcommercio FVG sul settore, la Regione Friuli Venezia Giulia si è impegnata a modificare la legge di settore 29/2005 non appena la legge “SviluppoImpresa” sarà approvata. Lo ha garantito l’assessore Sergio Emidio Bini, secondo cui «l’amministrazione regionale è sempre stata vicina alle attività commerciali e in “SviluppoImpresa” una parte determinante è dedicata proprio al terziario, con interventi per la rigenerazione dei centri storici, la creazione dei distretti del commercio e il sostegno ai negozi di vicinato».

«Un emendamento sugli esercizi di vicinato – ha ricordato Bini -, presentato in II commissione consiliare la settimana scorsa, ha l’obiettivo di sostenere, con una valenza sociale oltre che meramente economica, le piccole attività commerciali nei comuni minori, un settore che sta soffrendo più di altri il cambio di paradigma nelle modalità di vendita e che deve essere sostenuto per contrastare la desertificazione delle comunità e delle aree più marginali».confcommercio fvg

L’emendamento prevede contributi a fondo perduto per attività collocate in comuni sotto i 3.000 abitanti, con una posta iniziale di 1 milione di euro, che potrà essere incrementata in futuro. Bini ha poi sottolineato che la continua interlocuzione tra i vertici dell’amministrazione regionale e quelli di Confcommercio FVG in questi mesi ha permesso di calibrare un provvedimento che prende a modello un caso di successo «come è l’Alto Adige, per incentivare gli esercizi di vicinato, e la stessa modalità di confronto e ascolto delle associazioni di categoria sarà alla base della revisione della normativa sul commercio, varata un quindicennio di anni fa, che necessita di essere armonizzata con i nuovi paradigmi economici».

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