Regione Veneto, Tosi (FI) manda l’avviso di sfratto a Zaia (Lega Salvini)

Tosi: «Zaia governa dal 2010 e vorrebbe continuare a farlo, anche se è stato lui a fissare il limite dei due mandati nel 2012».

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Il presidente del Veneto, Luca Zaia, con Flavio Tosi, già sindaco di Verona.

In regione Veneto la parabola del doge Luca Zaia pare essere avviata a fine corsa, vuoi per l’avvicinarsi della fine del secondo mandato – che di fatto per Zaia è il terzo consecutivo grazie ad una gabola interpretativa della legge elettorale regionale – e il nuovo ras di Forza Italia nella terra della Serenissima, l’ex leghista e sindaco di Verona e oggi deputato azzurro, Flavio Tosi, ha già mandato l’avviso di sfratto al Doge.

«Zaia definisce anacronistico il limite ai mandati ai presidenti di regione fissato dalle leggi statali, ma gli ricordoche è stata proprio la regione Veneto nel 2012, con lui presidente, a fissare il limite dei due mandati per gli assessori regionali. Pertanto Zaia, da questo punto di vista, non mi sembra un campione di coerenza: è contro il tetto dei mandati se lo dice la legge nazionale, a favore del tetto se invece è la legge regionale varata con lui a fissarlo per gli assessori – dice Tosi -. Forse Zaia lo ha dimenticato, ma è presidente regionale dal 2010, quindi di fatto è già al terzo mandato, il prossimo che lui agogna sarebbe il quarto. È da 13 anni che Zaia guida il Veneto, in termini di grandi opere pubbliche non ha fatto granché, è vero (il Passante, la Pedemontana e tutti i nuovi grandi ospedali non si devono certo a lui), quindi comprendo che potrebbe non essersi reso conto del tempo trascorso…».

La Lega Salvini sta brigando per dare un salvacondotto al quarto mandato consecutivo di Zaia con il Pd emiliano di Stefano Bonaccini, quello campano di Vincenzo De Luca, quello pugliese di Michele Emiliano, tutti e tre presidenti alla fine del secondo mandato e che non vorrebbero andare ai giardinetti, ma più probabilmente staccare un biglietto per l’Europarlamento a giugno 2024.

Uno scenario che per Tosi «la dice lunga» di una Lega Salvini che, a dieci anni dall’ascesa al potere del salvinismo, ha perso il contatto con la realtà produttiva del Nord e più ad offrire risposte concrete a cittadini e imprese, ora si preoccupa di occupare cadreghe e strapuntini con personaggi di dubbia estrazione e competenza. Non ci si stupisce che anche in Veneto e nella stessa giunta Zaia ci siano tanti consiglieri ed assessori con la valigia in mano pronti a salire sul treno azzurro.

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