Legge trentina sugli orsi: il consiglio dei ministri non impugna

Soddisfazione del governo provinciale, ma le associazioni ambientaliste rilanciano con ricorsi al Tar e la richiesta di attivare il conflitto alla Corte costituzionale.

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ll consiglio dei ministri ha deciso di non impugnare la legge trentina sugli orsi, il testo approvato dal consiglio provinciale nel marzo scorso, che tra le diverse misure conferma la possibilità per il presidente della Provincia di disporre l’abbattimento dei singoli esemplari problematici nella misura di 8 orsi all’anno.

È lo stesso presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, assieme all’assessore al Turismo proponente della legge, Roberto Failoni, entrambi espressione della Lega Salvini, ad esprimere soddisfazione per la posizione espressa dal governo Meloni riguardo alla legge trentina sugli orsi che ha come obiettivo di favorire la gestione dei grandi carnivori, permettendo alle istituzioni trentine di compiere tutti i passi necessari per la tutela della sicurezza pubblica e delle attività dell’economia di montagna.

Se dal governo provinciale si festeggia lo scampato pericolo di un’impugnazione per violazione delle competenze autonomistiche visto che si va a normare su un patrimonio faunistico tutelato a livello europeo e patrimonio indisponibile dello Stato, le associazioni animaliste non ci stanno e rilanciano la lotta contro la «legge ammazza orsi» del Trentino.

Enpa, Lac, Lav, Leal, Leidaa, Lipu, Lndc, Pro natura e Oipa non si danno per vinte. A inizio aprile hanno scritto al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ai ministri dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin (Forza Italia) e degli Affari Regionali, Raffaele Fitto (Fratelli d’Italia), chiedendo un intervento urgente per fermare la legge approvata dalla provincia di Trento e criticano la mancata impugnazione del provvedimento, nonostante i numerosi profili d’illegittimità che contrastano con la normativa nazionale e comunitaria evidenziati dalle associazioni nella loro lettera.

«La mancata impugnazione della “legge ammazza orsi” è un altro atto che conferma l’attacco frontale sferrato agli animali selvatici e all’ambiente dal nuovo esecutivo fin dal momento del suo insediamento – commentano le associazioni -. È oramai impossibile tenere il conto dei tanti atti che stanno demolendo, un pezzo alla volta, le poche norme a tutela degli animali selvatici, mentre sono all’ordine del giorno atti a favore della lobby venatoria».

Secondo le associazioni protezionistiche si tratta di «una deriva politica che entra in fragoroso conflitto con l’articolo 9 della Costituzione, che da febbraio 2022 ha inserito tra i principi fondamentali della Repubblica proprio la tutela della biodiversità e degli ecosistemi, dei quali fanno innegabilmente parte anche gli orsi trentini. Non possiamo tollerare questa nuova minaccia alla vita degli orsi trentini. Non appena la Giunta Fugatti dovesse decidere l’uccisione di un solo orso, chiederemo al Tar di sollevare la questione di legittimità costituzionale della “legge ammazza orsi” proprio in relazione all’articolo 9 della Costituzione».

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