Estate trentina 2011 a gonfie vele in barba alla crisi

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Sui laghi e sulle montagne trentine crescono le presenze del 3%, con un deciso incremento dei tedeschi

Il turismo in Trentino tiene e cresce nonostante la crisi e genera il 15% del Pil provinciale, contando solo i ‘pernottanti’ e non la gente del posto. Il dato emerge dalla presentazione da parte di Trentino Marketing, la società di marketing territoriale della provincia trentina, e dall’assessore provinciale al turismo, Tiziano Mellarini, dei dati definitivi del 2010, così come viene confermato da quelli della stagione estiva 2011, mentre le difficoltà non mancano con la stagione invernale in corso, causa la scarsa neve, considerando singolarmente l’inverno in corso, come peraltro anche nel precedente.

L’impatto sul Pil locale, pari a 2.520 milioni di euro nel 2010, si basa sul fatturato, pari a 2.830 milioni di euro, che incide per il 30% sui consumi interni delle famiglie, pari a 9.725 milioni di euro. “E il calcolo, oltre a non contare la spesa in turismo dei trentini stessi – ha evidenziato l’assessore – esclude anche gli investimenti nelle ristrutturazioni sia di alberghi che di singoli, così come quelli nella promozione. Se considerassimo tutto, l’impatto sul Pil arriverebbe al 30%, quindi il turismo è senza dubbio la forza trainante per l’economia locale, oltre a porsi ai vertici nazionali e internazionali del settore. E tra i punti di eccellenza dell’offerta trentina abbiamo certamente quella sportiva”.
Non mancano comunque le proposte dell’assessore per un ulteriore miglioramento: più destagionalizzazione, che ha invitato gli addetti del settore a valutare, e una maggiore internazionalizzazione, con un occhio globale verso tutto il mercato mondiale.
Entrando nel dettaglio dell’indagine statistica, la stagione estiva 2011 ha visto in Trentino un incremento del 3% delle presenze rispetto all’anno precedente, con oltre 8,1 milioni di arrivi e presenze, confermando l’andamento periodico che vede anni d’incremento e altri di consolidamento delle presenze. I dati maggiormente positivi sono quelli di giugno e di settembre, perché vedono gli incrementi percentuali maggiori, rispettivamente dell’11,8% e del 4,8%, con le presenze stabilmente oltre il 1.100.000. I mesi più importanti quanto a presenze restano però luglio e agosto, il primo con oltre 2,7 mln di presenze, l’altro sopra i 3,1 mln di presenze. L’estate 2011 svela poi un buon andamento delle cosiddette strutture complementari, quelle che non sono esercizi alberghieri. L’incremento rispetto al 2010 di arrivi e presenze è infatti in questi del 6,3%, rispetto all’1,4% degli alberghi, con presenze rispettivamente pari nel complesso a quasi 5,5 milioni e oltre 2,6 milioni. Gli incrementi più rilevanti sono stati registrati per gli agriturismi (10,4%), i bed and breakfast (18,5%) e i campeggi (8%).
Interessante anche l’andamento della spesa dei turisti in Trentino, che nel 2010 è stata in media di 93,1 euro al giorno, più alta in inverno (113,4 euro), meno in estate (79,7 euro) a causa della maggiore incidenza del costo delle attività sportive invernali rispetto a quelle estive che si svolgono all’aria aperta. Con le stagioni variano anche le principali voci di spesa: in estate prevalgono alimentari, ristoranti e bar, insieme agli spostamenti, oltre ovviamente alla spesa per il pernottamento. In inverno questa voce è leggermente più elevata e i consumi in ristoranti e bar sono quasi doppi, mente hanno un picco in alto quelli per lo sport, che conta per il 70% del budget: segno evidente del fatto che lo sci sia più costoso. La spesa cambia però anche a seconda della provenienza dei turisti: gli stranieri, indipendentemente dal Paese d’origine, spendono di più, con una media di 115,5 euro al giorno a fronte di 87,6 euro giornalieri degli italiani. E gli stranieri sono aumentati del 10%, tedeschi in particolare, insieme a austriaci e olandesi. Conferme dalle presenze degli italiani, tra cui prevalgono lombardi, emiliani, veneti, toscani e laziali.
Interessante notale come le voci di spesa preponderanti nel 2010 così come nella precedente analisi del 2005 sono pernottamento, alimentari, ristoranti e bar e sport. Cambia però il valore percentuale sul totale, che ora e’ del 74-75%, a fronte del passato 66-67%, con una variazione di spesa media degli attuali 93,1 euro al giorno rispetto agli 89,8 euro al giorno del 2005.