Anche a Verona nasce Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Confcooperative

0
395
agrinsieme 1
agrinsieme 1Riunite in un’unica rappresentanza le tre associazioni del settore primario. Frigotto: “un passo avanti per la valorizzazione del comparto”

Palazzo Scaligero sede della provincia di verona ha tenuto a battesimo la nascita di “Agrinsieme Verona”, unione delle maggiori sigle del settore primario. La firma è avvenuta alla presenza dell’assessore provinciale alle politiche per l’agricoltura Luigi Frigotto assieme a Giambattista Polo, coordinatore Agrinsieme Verona, Bruno Nestori e Gianni Aldegheri, presidente e direttore Confcooperative Verona, Michele Pedrini e Laura Ferrini, presidente e dirigente Confederazione Italiana Agricoltori, Marco Pasetto e Luigi Bassani, presidente e direttore Confagricoltura Verona.

Il progetto Agrinsieme permette anche agli agricoltori veronesi, seguendo l’esempio nazionale e regionale, di creare una rappresentanza unica e più autorevole per superare logiche frammentarie e confrontarsi al meglio con le istituzioni.

Soddisfatto l’assessore Frigotto: “è con grande piacere che presentiamo ‘Agrinsieme Verona’, un organismo nato per rappresentare al meglio aziende e cooperative agricole della nostra provincia. In un mondo globalizzato, l’aggregazione è l’unico mezzo per essere realmente competitivi: le tre associazioni che costituiscono questo nuovo soggetto, lavorando in sinergia, saranno più efficienti ed efficaci nel fornire i propri servizi agli agricoltori e potranno rapportarsi alle istituzioni in modo più autorevole. Questa unione è estremamente importante per tutto il settore agroalimentare e vuole essere un punto di partenza verso modelli organizzativi capaci di dare risposte concrete ai problemi e alle esigenze del mondo agricolo”.

provincia VR Agrinsieme Frigotto firma 1Per Giambattista Polo “Agrinsieme sarà un punto di riferimento per l’agricoltura veronese. Al momento, le politiche per il nostro settore sono chiaramente insufficienti e molte aziende rischiano di uscire dal mercato. A Verona abbiamo deciso di dare ad ‘Agrinsieme’ un coordinamento stabile, e non a rotazione come in altre città, perché vogliamo essere in questo modo incisivi e concreti nel raggiungere gli obiettivi. Abbiamo infatti un dettagliato elenco di questioni su cui vogliamo agire e per le quali speriamo di poter contare di più. Questo organismo intende inoltre creare una rete d’impresa che, partendo dalle eccellenze del nostro territorio, consenta di mettere in risalto anche quelle realtà che, isolate, non avrebbero futuro. Altro obiettivo dell’aggregazione è di raccogliere tutte le richieste provenienti dalle diverse aziende e cooperative della provincia per strutturare un piano di sviluppo rurale che sia coerente alle loro esigenze”.

Per il presidente di Confagricoltura Marco Pasetto, “come è avvenuto a livello nazionale, anche nella nostra provincia si è cercato di costruire un accordo per rappresentare in modo unitario le imprese agricole davanti alla politica e alla società. I membri di ‘Agrinsieme’ sono gli stessi in tutte le province e decisi dal tavolo nazionale”. Da parte sua, il presidente di Confcooperative Bruno Nestori sottolinea come “le difficoltà che stiamo vivendo oggi sono destinate a crescere, l’aggregazione è quindi un passo obbligato nell’interesse dei produttori. Del resto, l’agroalimentare veronese è ai primi posti in Italia ed è una posizione che non possiamo compromettere”, mentre Michele Pedrini della Confederazione Italiana Agricoltori evidenzia come “questa aggregazione è aperta a chiunque in futuro abbia intenzione di partecipare. E’ importante sottolineare che ‘Agrinsieme’ non vuole porsi in contrasto con nessuno ma intende agire solo nell’interesse dei suoi membri”.

Al nuovo organismo fanno capo 10.881 associati, 4137 imprese agricole, che impiegano due milioni di giornate di lavoro dipendente, coltivano oltre la metà dei terreni della provincia, rappresentano oltre il 50% della produzione agricola provinciale e 115 cooperative agroalimentari, con 25.225 soci produttori e 7.316 occupati con circa 4 miliardi di fatturato.

“Agrinsieme” è una risposta forte e coraggiosa perché indica nell’aggregazione la soluzione più efficace per affrontare i problemi dell’agricoltura e dell’agroalimentare della provincia veronese. Aggregazione tanto più importante se si considera il progressivo ridimensionamento del ruolo sociale ed economico del settore agricolo. A Verona il decennale rapporto d’intesa e collaborazione tra le organizzazioni che danno vita ad “Agrinsieme”, ha consentito di conseguire importanti risultati sia sull’accrescimento dei profili imprenditoriali delle aziende sia per l’ attuazione delle politiche che interessano le imprese.

Proprio la consolidata collaborazione è alla base della decisione di compiere un ulteriore passo rispetto al modello organizzativo nazionale, prevedendo nella nostra provincia un coordinamento stabile, anziché un coordinamento basato sulla rotazione dei presidenti, sia nella figura del coordinatore sia nel comitato di coordinamento. Le associazioni promotrici infatti hanno concordemente rinunciato alla turnazione della presidenza, scegliendo come rappresentate unico Giambattista Polo.

Le criticità di cui soffre il settore agricolo veronese (costi da inefficienza, gap generazionale, frammentazione produttiva ed organizzativa, territorio esausto e stressato, difficoltà di comunicazione) impegnano “Agrinsieme” ad individuare precise linee progettuali a livello provinciale.

“Agrinsieme” intende proporre un ampio confronto all’interno del settore fornendo il necessario supporto di conoscenza e consulenza per stimolare le relazioni gestionali, costruendo nel contempo una proposta di impianto normativo regionale per il sostegno a favore della costituzione di reti di impresa.

Nel Veronese ci sono filiere di grande importanza, praticamente in ogni comparto produttivo, in taluni casi con valenza e rilievo nazionale. Il ruolo dei produttori agricoli all’interno delle filiere è talora abbastanza incisivo e talora marginale. In ogni caso sempre le imprese agricole e agroalimentari si trovano escluse dalle politiche e dalle strategie dell’industria di trasformazione e della GDO. “Agrinsieme” Verona intende operare per affermare regole di funzionamento mirando alla circolazione piuttosto che all’estrazione di ricchezza del settore agricolo. Si tratta di mettere un punto fermo sulla distribuzione del valore all’interno della catena agroalimentare, determinando le quote di valore da distribuire a ciascun attore della filiera: agricoltura, industria trasformazione e distribuzione organizzata in base a quello che paga il consumatore. “Agrinsieme”, su queste premesse, darà vita a dei gruppi di lavoro, settore per settore. Inizialmente ortofrutta, zootecnia, lattiero-caseario, vitivinicoltura.

Conservare il territorio e il paesaggio, “bene comune e pubblico” che appartiene a tutta la società, è un caposaldo inamovibile. Riteniamo che la spesa per conseguire tale obiettivo non può rimanere a carico della spesa agricola e dunque ad ogni livello vanno previste politiche specifiche. Negli ultimi 10 anni, all’agricoltura Veronese sono stati sottratti 5.600 ettari di superficie coltivata. Ma ancor più grave della sottrazione del terreno agricolo è il caos insediativo che ne è derivato per la divisione della programmazione economica rispetto alla pianificazione territoriale. Ciò ha determinato gravi conseguenze per l’organizzazione dell’attività agricola e un peggioramento della qualità ambientale, che la stessa agricoltura è chiamata salvaguardare per uno sviluppo sostenibile. “Agrinsieme” intende avviare un’attività di sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali proponendo una moratoria sulla sottrazione di terreno agricolo e un’opera di riqualificazione urbanistica.

Per “Agrinsieme” è necessario sostenere e rafforzare la competitività delle imprese passando da una logica basata sugli aiuti ad un’altra basata sugli incentivi. “Agrinsieme” è impegnato affinché gli interventi della programmazione territoriale (leader, PIA, patti territoriali, eccetera) siano incentrati sui fattori di competizione delle imprese e delle filiere. In particolare è necessario orientare la gestione dei GAL (gruppi di azione locale) verso una reale ed incisiva relazione di partenariato superando l’anomalia tutta veronese di una pesante ingerenza dei partiti sugli assetti di gestione dei GAL stessi che sacrifica sia la qualità delle attività che la possibilità di dispiegare un forte partenariato locale.