Il Don Giovanni provocatorio conquista il pubblico alla “Prima” di Como

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Don Giovanni Mozart
Don Giovanni MozartL’opera mozartiana nell’allestimento di Graham Vick coprodotto dalla Fondazione Teatro Comunale e Auditorium Bolzano sarà nel capoluogo altoatesino il 22 e 23 novembre

Un lungo applauso ha accolto la “Prima” di “Don Giovanni” al Teatro Sociale di Como, proposta nel nuovo allestimento del capolavoro mozartiano curato dal regista di fama mondiale Graham Vick. Il regista di origini inglesi, conosciuto in tutto il mondo per i suoi allestimenti innovativi e contemporanei, ha affrontato il pubblico proponendo una lettura di “Don Giovanni” tra violenza, sesso e droga.

Graham Vick ha portato sul palco del Teatro Sociale di Como un “Don Giovanni” emblema di una società trasgressiva e immorale. Il messaggio del regista è giunto forte e chiaro: questa è la società corrotta nella quale tutti noi viviamo.

Vick sorprende il suo pubblico e lo coinvolge nello spettacolo, vuole trasmettere una nuova, non convenzionale immagine dell’opera lirica e mostra un “Don Giovanni” attuale, con artisti giovani per un pubblico giovane. Il regista definisce l’esperienza come «un’opportunità di rivisitare un titolo importante e di investigare un possibile nuovo futuro per la lirica in Italia, un nuovo modo di affrontare le opere importanti, cercando nuove modalità di partecipazione». Numerosi apprezzamenti da parte della critica e del pubblico anche per il cast composto da giovani artisti, molti dei quali selezionati grazie al Concorso AsLiCo per Giovani Cantanti d’Europa. Una menzione particolare merita Gezim Myshketa, baritono di origine albanese, capace di impersonare un Don Giovanni “cocainomane e discotecaro”.

Graham VickIl 22 e 23 novembre 2014 l’opera Don Giovanni sarà in scena al Teatro Comunale di Bolzano in occasione dell’apertura della Stagione di opera e danza 2014/15 della Fondazione Teatro Comunale e Auditorium. L’attesa è grande per il nuovo allestimento dell’opera di Mozart che, accanto al regista Graham Vick, vede il direttore José Luis Gomez-Rios alla direzione dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e del Coro Lirico Regionale di Trento e Bolzano.

Seguendo le precise richieste del Teatro di Praga, dove l’opera fu rappresentata per la prima volta il 29 ottobre 1787, Mozart e il librettista Da Ponte fecero del “Don Giovanni” un dramma giocoso. Il libretto rispecchia chiaramente questo intento, ma l’opera nel suo complesso è percorsa da una drammaticità e la musica cela sotto il velo giocoso una tale ricchezza e profondità di emozioni, che “Don Giovanni” viene considerata un’opera tragica. Mentre Mozart lavorava a Vienna ai due atti dell’opera, il padre Leopold morì a Salisburgo. Numerosi musicologi tendono a interpretare nel “Don Giovanni” il disperato tentativo di Wolfgang Amadeus Mozart di esorcizzare la convinzione di aver causato la morte del padre attraverso le delusioni procurate.

“Don Giovanni”, cavaliere dissoluto, si introduce in casa del Commendatore per sedurne la figlia donna Anna ma, scoperto da questi, è costretto a un duello in cui uccide l’anziano signore. Il libertino si imbatte quindi in donna Elvira che ha sedotto e abbandonato. Cercherà di consolarla il servo Leporello, spiegando alla malcapitata l’indole del suo padrone, un donnaiolo impenitente che alle femmine non sa dire di no (“Madamina, il catalogo è questo”). Nel frattempo “Don Giovanni” si invaghisce della contadinella Zerlina, promessa sposa a Masetto. Egli sta per farla sua (“Là ci darem la mano”), ma sopraggiunge donna Elvira a metterla in guardia. Più tardi, dopo una scena in cui “Don Giovanni” è accusato dei suoi misfatti, travestito da Leporello cerca di sedurre la cameriera di donna Elvira (“Deh vieni alla finestra”) ma il suo proposito è ancora una volta frustrato. Il cavaliere fugge in un cimitero dove si erge la statua del Commendatore, da cui risuona una voce minacciosa. Per nulla turbato “Don Giovanni” invita a cena la statua, che si presenterà effettivamente al banchetto del dissoluto (“Don Giovanni, a cenar teco” / “Già la mensa è preparata”), prima invitandolo inutilmente a pentirsi delle sue azioni, poi trascinandolo in un abisso di fiamme infernali.