Cambio di regione di Sappada: frenata dei deputati veneti Pd chiedono al capogruppo Dem Rosato pausa riflessione

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Rubinato, De Menech e Naccarato: «riflettere sulla legge alla luce della richiesta dell’autonomia per la regione Veneto»

aula camera«Una pausa di riflessione» da parte dell’Aula della Camera, che da lunedì dovrà votare per l’approvazione definitiva della legge che consente il distacco del comune di Sappada da Veneto e la sua aggregazione al Friuli Venezia Giulia. E’ quanto chiedono con una lettera al capogruppo del Pd, il friulano Ettore Rosato, tre deputati veneti Dem, Simonetta Rubinato, Roger De Menech e Alessandro Naccarato. In un’altra lettera, indirizzata al presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, si chiede di far «esprimere in merito» il Consiglio, comunicando «con urgenza» l’iniziativa al Parlamento.

Nella lettera a Rosato, i tre deputati veneti del Pd ricordano l’iter parlamentare della legge, che in Senato «ha avuto spazi e tempi assai ampi di discussione (in Commissione dal 22 ottobre 2013 al 2 febbraio 2016 e in Assemblea dal 1 marzo 2016 al 21 settembre scorso) che sono stati invece oltre modo compressi alla Camera; qui infatti sono state dedicate solo tre sedute in Commissione: dal 25 al 31 ottobre, con il testo portato subito in Aula». Eppure rispetto al referendum svoltosi a Sappada nel marzo 2008, scrivono Rubinato, De Menech e Naccarato, «sono cambiate molte cose, a partire dai due referendum sull’Autonomia che si sono svolti domenica 22 ottobre scorso in Veneto: uno di scala regionale, per rafforzare l’autonomia legislativa e finanziaria della Regione Veneto, riducendone il divario di condizioni con le Regioni speciali confinanti, cui si è aggiunto nel bellunese un referendum specifico sul rafforzamento della specificità della provincia di Belluno».

La lettera ricorda che a questi referendum il 51% dei cittadini di Sappada ha votato per il “Sì”, il che indica «un orientamento favorevole (e quindi il loro interessamento) al percorso di autonomia rafforzata proprio del territorio da cui nel 2008 votarono per distaccarsi». Questo suggerirebbe «una verifica del permanere della volontà popolare di distacco dal Veneto attraverso una nuova consultazione della popolazione» di Sappada. 

I tre deputati ricordano poi come il presidente della provincia di Belluno, Roberto Padrin, abbia scritto una lettera a tutti i deputati, in cui paventa il rischio di un «effetto valanga» su tutti gli altri comuni della provincia, 33 dei quali hanno chiesto il distacco per unirsi o al Friuli o al Trentino. «Sono tutti elementi quelli sopra descritti – conclude la lettera a Rosato – che non possono non essere considerati dal Parlamento che rappresenta l’interesse nazionale e deve inquadrare la propria decisione in una appropriata e convincente prospettiva di medio-termine attraverso un approfondimento che non è stato invece possibile».