Slovenia-Friuli Venezia Giulia: forte collaborazione bilaterale

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Debora Serracchiani Presidente Regione Friuli Venezia Giulia e Karl Erjavec Ministro Affari Esteri Slovenia
A Trieste riunione tra Serracchiani e il vicepremier Erjavec per l’assemblea del Comitato congiunto 

Debora Serracchiani Presidente Regione Friuli Venezia Giulia e Karl Erjavec Ministro Affari Esteri SloveniaUn incontro «estremamente produttivo, costruttivo, che ci ha permesso di raggiungere una collaborazione molto forte e una comunione di intenti su alcune materie strategiche come infrastrutture, istruzione, cultura, ambiente e anche sanità, che sono temi sui quali abbiamo prestato fin dall’inizio una grande attenzione. Credo che fin dall’inizio il lavoro del comitato congiunto abbiamo fortemente migliorato i rapporti di collaborazione tra i nostri due paesi» ha affermato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al termine dell’incontro bilaterale con il vicepremier e ministro degli Esteri sloveno Kark Erjavec e della sessione plenaria del Comitato Congiunto Fvg-Slovenia.

«Un’approfondita amicizia», l’ha definita Erjavec, che «continuerà nonostante l’esito delle elezioni: sappiamo che in Italia il 4 marzo ci saranno le elezioni politiche, un momento molto importante. Anche in Slovenia dobbiamo affrontare le elezioni a giugno. Volevo sottolineare l’importante cooperazione del Comitato congiunto, perché negli anni abbiamo dimostrato quanto importante sia la nostra cooperazione e sono convinto che nonostante gli esiti delle elezioni continuerà».

I lavori si sono articolati in sei tavoli, a cui hanno preso parte anche l’ambasciatore italiano a Lubiana, Paolo Trichilo, e il suo omologo sloveno a Roma Bogdan Benko. Presente anche il ministro per gli Sloveni all’estero, Gorazd Kmavc. In una dichiarazione congiunta, Regione Friuli Venezia Giulia e Slovenia esprimono «soddisfazione per il proseguimento della cooperazione» e «si impegnano per un’azione congiunta più efficace nell’ambito delle Strategie macroregionali europee, della Programmazione europea e, in particolare, della Cooperazione territoriale europea, settori in cui sia la Slovenia che la Regione incoraggeranno la promozione dei risultati conseguiti dai progetti Interreg Italia-Slovenia». 

Slovenia e Friuli Venezia Giulia si impegnano anche «a favorire la completa affermazione e promozione delle minoranze». Se da un lato «la Slovenia dedica particolare attenzione anche alle misure che contribuiscono concretamente all’attuazione del bilinguismo», dall’altro «la Regione continuerà a cercare soluzioni per rafforzare l’uso pubblico della lingua slovena e l’autonomia della minoranza nazionale slovena». 

Tra i temi affrontati anche il miglioramento dei trasporti: «è stata convenuta la definizione di un progetto strategico finalizzato a migliorare la mobilità sostenibile nella zona transfrontaliera e, in questo ambito, ripristinare il collegamento ferroviario Trieste-Lubiana, con possibili diramazioni locali sulla direttrice Udine – Gorizia – Nova Gorica – valle d’Isonzo». 

Durante l’incontro, Serracchiani ha ribadito «la ferma contrarietà della Regione al progetto del rigassificatore di Zaule e la necessità di rafforzare la collaborazione sul piano della ricerca scientifica in vista dell’appuntamento del 2020 con Trieste Esof». Erjavec si è detto pienamente d’accordo con Serracchiani, sul progetto del terminal di rigassificazione, «in considerazione soprattutto della necessità di preservare il delicato ecosistema altoadriatico». Il ministro degli Esteri ha dimostrato apprezzamento per la costituzione a Trieste dell’Ufficio per la lingua slovena e ha convenuto con la presidente della Regione «sulla bontà di perseguire la candidatura del Collio/Brda a patrimonio mondiale dell’Unesco». Da parte slovena è stato infine assicurato «l’interessamento a risolvere i problemi comportati dallo svasamento del bacino che forma il lago di Santa Lucia d’Isonzo». Da parte di Erjavec è stata rilevata «l’importanza della rassicurazione ricevuta dal Governo italiano lo scorso novembre sulla restituzione alla minoranza slovena del Narodni Dom di Trieste».