Ballottaggi in Trentino Alto Adige: si afferma quasi ovunque il centro sinistra

Il centro destra a trazione leghista esce molto debole dalla tornata elettorale. Bolzano, Merano, Rovereto e Arco alle sinistre. Riva del Garda e Avio per pochi voti di scarto vanno al centro destra.

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Il turno domenicale dei ballottaggi in Trentino Alto Adige ha visto il centro sinistra prevalere largamente sugli avversari di centro destra praticamente ovunque dove si sia votato, evidenzia una rinnovata verve del Pd (spesso sotto mentite spoglie di liste civiche) specie se con l’aiutino della Svp come avvenuto in Alto Adige, e un drammatico calo di consensi per quello che doveva essere il “motore” del centro destra, quella Lega salviniana che in regione mostra più di un affanno.

Dai ballottaggi, a Bolzano, il sindaco uscente, Renzo Caramaschi, forte dell’appoggio della Svp, ha staccato di 15 punti lo sfidante del centro destra, Roberto Zanin, nonostante l’appoggio di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Un risultato che rischia di spaccare anche gli assetti della giunta provinciale, dove la Svp governa con la Lega, tanto da far scrivere al coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, che «il Pd diventa per la Svp il nuovo referente politico per gli affari del capoluogo», parlando di «commissariamento di fatto dei due assessori provinciali della Lega che sono rimasti impassibili dinanzi alla campagna elettorale dei vertici della Svp a favore di Caramaschi e della Sinistra». Se non è una spaccatura all’interno del centro destra altoatesino, poco ci manca.

A Merano, il sindaco uscente, il verde Paul Rösch pareva avviato alla sconfitta da parte dello sfidante di centro destra, Dario Dal Medico, per larga parte dello scrutinio, salvo un colpetto di reni finale che lo hanno mantenuto sullo scranno civico più alto per soli 37 voti, pari allo 0,2% dei voti. Con un’affluenza al voto in calo di dieci punti rispetto al primo turno (solo il 46,6% dei votanti si è recato alle urne), Dal Medico è quasi riuscito nell’obiettivo. Ora si vedrà se con un margine così ristretto si provvederà o meno ad un riconteggio delle schede.

Dall’Alto Adige al Trentino, dove i ballottaggi hanno interessato tre grandi comuni (più altri di dimensione minore). Nel più importante in lizza, Rovereto, il sindaco uscente del centro sinistra, Francesco Valduga, riesce nell’impresa mai centrata dai suoi precedessori negli ultimi 25 anni di farsi rieleggere per un secondo mandato, forte di una strana alleanza con quel Pd che nel corso della legislatura appena chiusa era suo acerrimo rivale in consiglio comunale.

Una vittoria netta, con il 65% dei voti (ma con un forte astensionismo: ha votato poco più del 47% degli aventi diritto), quella di Valduga che mette in forti ambasce il vertice della Lega trentina, visto che per ormai pubblica ammissione sarà proprio Valduga il futuro candidato presidente della Provincia del centro sinistra contro l’attuale Maurizio Fugatti, che rischia grosso, molto grosso. Il risultato di Valduga, che ha largamente sorpassato lo sfidante del centro destra, Andrea Zambelli, affonda anche negli errori, davvero tanti, da parte del governo provinciale proprio a ridosso delle elezioni amministrative, ad iniziare dall’obbligo – poi rimosso – delle chiusure domenicali e festive degli esercizi commerciali, cosa che è costata al centro destra il sostegno di gran parte degli esercenti e dei dipendenti a rischio di licenziamento.

Né è andata meglio ad Arco, dove il sindaco uscente Alessandro Betta ha avuto la meglio con il 61% sullo sfidante del centro destra Giacomo Bernardi. 

Scenario diverso a Riva del Garda, dove dai ballottaggi la commercialista Cristina Santi proposta da Agire per il Trentino (una delle formazioni minori del centro destra trentino) ha avuto la meglio sul sindaco uscente del centro sinistra, Adalberto Mosaner, sconfitto per soli 140 voti (50,98% contro 49,02%), con la differenza che il successo di Santi è stato propiziato dall’apparentamento con quel Patt, che in tutti gli altri ballottaggi era schierato sempre sul fronte del centro sinistra, e dalla messa in campo di ben 11 liste.

Risicato successo del candidato sindaco del centro destra pure ad Avio, “casa” del presidente leghista della provincia, dove Ivano Fracchetti ha conquistato il primo mandato con il 53,31% dei voti contro il contendente Marco Pilati, fermo al 46,69%. Il risultato di Avio è da commentare sotto un duplice aspetto: il sindaco uscente, esponente di Fratelli d’Italia, Federico Secchi, non è stato ripresentato dal centro destra che gli hanno preferito il leghista Fracchetti. Notevole il risultato di Pilati, supportato da una sola lista, quella del Patt, che ha ottenuto un considerevole successo personale.

Dal risultato dei ballottaggi delle amministrative esce per il centrodestra trentino alla guida della Provincia un chiaro monito a dare una vigorosa sterzata alla propria azione politica, evitando gli errori strategici e lasciando perdere alcune battaglie di bandiera per puntare sulla qualità dell’azione amministrativa, puntando ad efficientare l’azione della “macchinaburocratica, a delineare un chiaro quadro di rilancio dell’economia locale che alimenta il bilancio provinciale e ad una strategia di sviluppo a medio-lungo termine. Un obiettivo centrabile mettendo al governo provinciale persone più capaci e ricorrendo a tutte le migliori forze che il centro destra può esprimere.

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