Azienda unica dei rifiuti del Polesine, i dubbi del Pd

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Diego Crivellari
Diego Crivellari
Dall’opposizione ci s’interroga anche sulle modalità di designazione della presidenza del Consorzio RSU

In una nota diramata dalla segreteria provinciale del Pd polesano si esprime “un giudizio estremamente preoccupato del modo in cui va delineandosi il percorso per arrivare ad un’unica azienda pubblica dei rifiuti in Polesine e anche in merito alla procedura di individuazione del soggetto privato che rileverà la quota del 40% della proprietà della futura azienda, oltre alla scelta di chi sarà chiamato ad eseguire i lavori di ampliamento della discarica di Villadose e la gestirà in futuro”. 

Per il segretario provinciale Diego Crivellari, affiancato da Marinella Mantovani responsabile degli enti locali dei democratici, “sembra infatti che l’attuale presidente del Consorzio Rsu, Pierluigi Tugnolo, abbia proprio scelto di avere come unico interlocutore il centrodestra, in questo importante processo: cosa che spiegherebbe come mai il presidente abbia fin qui evitato accuratamente di coinvolgere i rappresentanti del centrosinistra nel suo consiglio di amministrazione”. Crivellari e Mantovani ricordano come “l’ultima novità è di qualche giorno fa: con una convocazione unilaterale prevista per il 29 febbraio, Tugnolo sceglie di presentare all’approvazione della prossima Assemblea dei Comuni soci un atto deliberativo che, pur generico nella forma, nella sostanza esautora le amministrazioni comunali da ogni peso specifico nella fusione. Grave sarebbe che questa impostazione fosse confermata. Essendo il “progetto di fusione” base di un percorso che dovrà contenere elementi contabili ed economici tali da giustificare la validità dell’operazione ed essere asseverato dall’Autorità antitrust, sarebbe opportuno che ogni consiglio comunale potesse valutarlo e approvarlo. Al contrario, nella proposta in esame appena ricordata, i Comuni delegano l’approvazione al Consorzio e la deliberazione per essere efficace necessita del solo consenso della maggioranza degli enti associati. Non viene neppure definito – continuano Crivellari e Mantovani – se la maggioranza vada intesa come numerica o di quote. Nello stesso atto si individua nel Consorzio Rsu l’unico soggetto competente per ogni altra decisione che riguardi la fusione ed il bando di gara. Basterebbe, a quel punto, l’accordo di pochissimi comuni per decidere per conto di tutte le comunità del Polesine”.

Per il Partito Democratico “questa situazione non è più accettabile: abbiamo dato mandato ai nostri rappresentanti in seno al consiglio d’amministrazione del Consorzio Rsu di non avallare oltre i comportamenti della presidenza, anche per una evidente necessità di chiarezza e di trasparenza e per marcare i limiti delle competenze amministrative ed istituzionali rispetto a quella di altri ambiti che non competono alla politica, come tra l’altro invocato recentemente anche allo stesso portavoce provinciale della Federazione della Sinistra”.