Elezioni in Emilia Romagna: decolla la campagna di Bonaccini

Il presidente uscente parte forte del supporto di gran parte dei sindaci della regione. La Lega prepara il  suo big bang al Paladozza.

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elezioni in emilia romagna
Stefano Bonaccini

Le elezioni in Emilia Romagna entrano nel vivo: alla vigilia del big bang della Lega al Paladozza con Matteo Salvini che lancerà la candidatura alla presidenza della Regione Emilia Romagna di Lucia Borgonzoni, Stefano Bonaccini ha giocato d’anticipo e ha lanciato la propria, scegliendo una platea particolare, quella dei sindaci della regione che lo sostengono, tutti quelli del Pd, ma anche alcuni eletti con liste civiche che il Pd lo hanno sconfitto, come il parmigiano Federico Pizzarotti, suo grande sostenitore.

Bonaccini lo ha fatto per sottolineare un aspetto: «noi e la Lega stiamo giocando due partite diverse. La nostra è dire cosa faremo e proveremo a fare per questa Regione, gli altri giocano una partita nazionale dove l’Emilia Romagna non è un fine o un obiettivo, ma solo uno strumento per rendere più forte il proprio partito o abbattere il Governo. Se non sarò eletto, sarò comunque qui. Non so se i miei sfidanti potranno prendere lo stesso impegno».

Mantenere la campagna elettorale su un piano locale è un mantra di Bonaccini per le elezioni in Emilia Romagna. Ed è stato al centro anche di un botta e risposta con Salvini sulle pagine del quotidiano locale: «in teoria – ha scritto Bonaccini – la mia sfidante dovrebbe essere Lucia Borgonzoni, ma all’atto pratico è Salvini che la sta coprendo. Io parlo di Emilia Romagna, che conosco bene per aver visitato in questi anni, più volte, tutti i comuni. Loro puntano soprattutto a mandare a casa Conte». La risposta del leaderdella Lega non si è fatta attendere, sempre a mezzo lettera dove ha sostenuto di «poter offrire a questa regione un livello di amministrazione migliore, come in Lombardia e Veneto», e promette di «lavorare per l’Emilia Romagna e per Piacenza, comunque vada la sfida del 26 gennaio».

La corsa per la riconferma di Bonaccini parte, secondo gli ultimi sondaggi, con l’handicap di rimontare la distanza che lo separa dalla Bergonzoni, in largo vantaggio. E la decisione del M5s di non partecipare ad alleanze con il Pd alle prossime regionali rende la rincorsa oggettivamente più difficile.

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