Danieli sigla l’accordo per realizzare un’acciaieria sostenibile in Russia

Commessa da 430 milioni di euro. Stabilimento siderurgico da 2.000 posti di lavoro. Benedetti: «noi pionieri della sostenibilità dell’acciaio in Russia».

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Importante commessa per la Danieli di Buttrio chiamata a realizzare un impianto siderurgico in Russia del valore di 430 milioni di euro per conto della società privata OMK, dove a regime saranno occupate 2.000 persone. Lo hanno annunciato il presidente della OMK, Anatoly Sedykh, e il governatore della Regione russa Nizny Novgorod, Gleb Nikitin, in collegamento video da Mosca con la Regione Friuli Venezia Giulia, alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga e del presidente della Danieli, Gianpietro Benedetti. L’impianto sarà inaugurato nel 2024. 

Se il costo dell’impianto che la Danieli consegnerà alla OMK è di 430 milioni di euro, l’investimento complessivo ammonta a 1,5 miliardi di euro. Sia i russi che gli italiani hanno sottolineato più volte la sostenibilità ambientale dell’acciaieria che sarà realizzata, soddisfacendo tutte le norme in materia sia europee che russe e mantenendo un livello basso di emissioni di inquinanti nell’atmosfera. 

La Danieli ha rapporti consolidati con la Russia, che sono cominciati negli anni ’80. Soddisfazione è stata espressa dalle autorità russe e dal governatore Fedriga, parlando anche a nome del Governo italiano. «Siamo soddisfatti – ha detto Fedriga – non solo per l’impegno economico, ma anche per la capacità di convertire un’industria pesante come quella siderurgica in produzione sostenibile. L’augurio è che la collaborazione con la Russia possa continuare ma anche svilupparsi».

«Sarà il primo impianto sostenibile della regione russa di Nizny Novgorod – ha detto Giampietro Benedetti, presidente della multinazionale della siderurgia Danieli -. Siamo presenti nell’area sin dal 1982. Il primo impianto lo abbiamo realizzato in Bielorussia, in collaborazione con la Pirelli, seguito da quello in Ucraina, in collaborazione con la Oto Melara. Siamo stati dei veri pionieri». 

Sulle sfide future della siderurgia, per Benedetti «occorrerà pensare a breve a una sostituzione degli altiforni di vecchia generazione. Ricambio che riguarderà numerosi impianti, in Europa e anche negli Stati Uniti. Noi siamo pronti». 

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