Piattaforma logistica porto di Trieste: la tedesca Hhla primo azionista

L’operatore porto Amburgo nuovo partner. Previsto l'avvio dei lavori di riconversione dell'area ex Ferriera di Servola per realizzare il Molo VIII.

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Vista da satellite della nuova piattaforma logistica di Trieste.

Trieste diventa snodo per l’integrazione delle reti logistiche e portuali tra porti del Nord e Sud Europa: Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla), operatore del porto di Amburgo, d’accordo con i soci Icop e Francesco Parisi, diventerà a fine anno primo azionista della Piattaforma logistica di Trieste, una delle più grandi opere marittime costruite in Italia negli ultimi 10 anni la cui realizzazione è appena terminata. 

L’ingresso ufficiale dell’operatore amburghese avverrà nel corso di una cerimonia alla presenza del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e dell’amministratore delegato di Hhla, Angela Titzrath. 

La Piattaforma logistica, realizzata con un investimento di oltre 150 milioni di euro, reso possibile dall’apporto finanziario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per 99 milioni di euro, è nata per rispondere all’andamento di crescita del traffico merci dello scalo giuliano. 

Sviluppato dalla società PLT, costituita dalla casa di spedizioni Francesco Parisi, dall’impresa di costruzioni ICOP e dall’interporto di Bologna, il progetto si sviluppa su 12 ettari, in un’area collocata a sud del porto, recuperando all’utilizzo portuale e logistico un’ampia superficie, parte della quale ricavata da aree precedentemente occupate dal mare. 

L’acquisto successivo dell’adiacente terminal dello Scalo legnami, ha raddoppiato la superficie originaria del progetto iniziato nel febbraio 2016, realizzando così un terminal con un’estensione di 24 ettari, dotato di un doppio attracco e raccordo ferroviario e una concessione di durata trentennale.

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La vista aerea della Nuova Piattaforma logistica di Trieste.

L’integrazione della Piattaforma logistica con le aree circostanti è stata ulteriormente rafforzata con la recente firma dell’accordo di programma del ministero dello Sviluppo economico, per l’attuazione del progetto di riconversione industriale e sviluppo produttivo nell’area limitrofa della Ferriera di Servola. L’accordo mira a rilanciare il comprensorio industriale dove sorgeva l’altoforno, spento nei mesi scorsi, dopo 123 anni di attività. Nell’area nascerà un polo logistico sostenibile a servizio del porto e dell’economia del territorio. 

In base all’accordo, per la riconversione sono previsti 5 anni, suddivisi in 3 fasi, e un valore di 98 milioni. Sull’ex area a caldo si svilupperà il raccordo ferroviario della stazione di Servola, che potrà accogliere treni completi da 750 metri, e uno snodo autostradale diretto sulla grande viabilità. Ad operazione conclusa, saranno poste le basi per il successivo avvio dei lavori del Molo VIII, previsto dal Piano regolatore portuale approvato nel 2016. Si tratta di un ulteriore investimento di oltre 400 milioni di euro, che rappresenterà uno degli sbocchi di lavoro più importanti per il territorio del Friuli Venezia Giulia, dando lavoro a circa 500 addetti. 

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