Sanità, tracollo della soddisfazione dei Trentini

L’indice di gradimento dell’utenza è calato a picco: passa dal 76,5% di soddisfazione della popolazione del 2020 al 51,1% del 2021.

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sanità trentina
L'assessore alla sanità trentina, Stefania Segnana.

La soddisfazione del Trentino verso i servizi sanitari erogati dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) tracolla sotto l’incapacità del vertice politico della sanità provinciale di assicurare una funzionale gestione dei servizi, con allungamento a dismisura dei tempi di attesa per le prestazioni specialistiche non urgenti e l’abbandonosempre più marcato del personale addetto, attratto dalle migliori condizioni di lavoro del settore privato.

Secondo i dati elaborati dall’Istituto provinciale di statistica, l’indice di gradimento dell’utenza è calato verticalmente: a fronte del 76,5% dei trentini che nel 2020 si riteneva soddisfatto dell’assistenza medica ricevuta, nel 2021 solo il 51,1% si ritiene tale, con un dato che porta la sanità trentina guidata dalla leghista Stefania Segnana ad un valore inferiore a quello medio del Nord Italia e del NordEst.

La gestione della sanità trentina è nell’occhio del ciclone fin dall’inizio della legislatura, complice un assessore decisamente impreparato e non all’altezza della situazione, oltre ad una serie di carenze organizzative, con un notevole cambio nelle posizioni apicali dell’Apss spesso sol per cause di incompatibilità personale, come nel caso della sostituzione del dirigente generale Paolo Bordon, colpevole di avere evidenziato i limiti del suo interlocutore politico, finito poi a dirigere la ben più complessa e prestigiosa sanità bolognese con il tappeto rosso stesogli dal governatore Dem Stefano Bonaccini.

Probabilmente, la colpa del cattivo funzionamento della sanità trentina, ben sotto le aspettative dei cittadini che per la sanità spendono circa un quarto del bilancio provinciale dell’Autonomia, sta nel fatto che il presidente della Provincia, il leghista Maurizio Fugatti, ancora una volta ha preferito valorizzare una sua fedelissima del cerchio magico piuttosto che un esperto del settore, con il risultato di fare rimpiangere i già non eclatanti risultati della sanitàtrentina sotto la guida di Ugo Rossi e di Luca Zeni.

Fugatti era già stato avvisato nel sondaggio di metà legislatura realizzato da ViViItalia Tv sui risultati conseguiti dal suo governo e circa l’inadeguatezza dell’assessore alla sanità, salvo fare spallucce, evitando di fare quel rimpasto di governo che oggi gli avrebbe dato maggiore slancio nell’affrontare il giudizio degli elettori del 22 ottobre prossimo.

E’ molto probabile che proprio i giudizi negativi sulla gestione dei servizi pubblici sotto la gestione della Lega Salvinipeserà non poco sulle possibilità di rielezione di Maurizio Fugatti alla guida dell’Autonomia speciale.

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