Caccia a lupi e orsi: Roma impugna la legge delle province di Trento e Bolzano

Costa: «le due province non possono arrogarsi una competenza dello Stato nella gestione della fauna selvatica protetta». La soddisfazione dei protezionisti. 

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caccia a lupi e orsi

La prova di forza voluta fortissimamente dalle due province di Trento e di Bolzano che hanno emanato altrettante leggi provinciali per autorizzare la caccia a lupi e orsi problematici è naufragata malamente con l’impugnazione annunciata da parte del ministro all’Ambiente, Sergio Costa, che ha chiesto alla Corte costituzionale di cassare le due norme per violazione delle competenze esclusive dello Stato.

Già in sede di approvazione, le associazioni protezionistiche si erano scontrate frontalmente con i due assessori locali alla caccia e pesca che hanno proposto la norma per fronteggiare l’aumentata presenza di lupi ed orsi sul territorio delle due province. Uno scontro che ora è culminato con l’accoglimento delle proteste ambientaliste: «si è trattato di un atto necessario e dovuto – ha spiegato il ministro – . L’esercizio delle potestà di deroga ai divieti sulla fauna selvatica sono in capo allo Stato e non possono essere demandate agli enti locali. Abbiamo chiesto alle province di modificare la legge, ma non è stato fatto, quindi non abbiamo avuto scelta».

Il ministro Costa ricorda alle province di Trento e di Bolzano che il Piano Lupo «comprende ben 22 azioni di gestione della specie e la convivenza con l’Uomo e le sue attività e intendo presto portare in Conferenza Stato Regioni per arrivare ad una gestione condivisa».

Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro per i rapporti con il Parlamento, il trentino Riccardo Fraccaro: «l’intervento del governo era obbligato perché le due province hanno esulato le proprie competenze autonomistiche. Più che fare propaganda, Trento e Bolzano devono dialogare più costruttivamente con il governo, trovando un’intesa con gli enti locali per la definizione di una strategia che consenta di gestire in modo corretto la coesistenza tra uomo e specie animali».

Ovvia la soddisfazione delle associazioni ambientaliste che plaudono all’intervento del governo contro la caccia a lupi e orsi e che chiedono la testa dei due assessori che hanno proposto e fatto approvare due leggi palesemente illegittime.