Fondazione del Monte: presentato il Bilancio del 2019

5.488.571 euro erogati e 345 progetti realizzati per i territori di Bologna e Ravenna.

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Il presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Giusella Finocchiaro.

La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nel 2019 ha erogato sul territorio 5.488.571 euro per un totale di 345 progetti realizzati. Il bilancio relativo al 2019 è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di indirizzo e dal Consiglio di amministrazione che evidenzia l’impegno della Fondazione per il contrasto alla dispersione scolastica, il sostegno alla ricerca scientifica e tecnologica, per la promozione della cultura e dell’impegno sociale come strumento di integrazione.

Negli ultimi anni, la Fondazione del Monte ha ridefinito il proprio ruolo, in un contesto finanziario, sociale e politico fortemente incerto e instabile. Nel 2019 ha consolidato la propria identità di ente del Terzo settore, sempre più distaccato dall’ambito bancario da cui ha tratto la sua origine e sempre più attento ai bisogni del territorio. Si è passati da un modello erogativo a uno partecipativo – l’80% dei fondi stanziati sostengono iniziative presentate da soggetti terzi e il 20% iniziative proprie – non limitandosi a fornire risorse ma giocando un ruolo essenziale di collante sociale.

«Nel 2019 il nostro focus è stato sull’educazione, declinata in tutti i suoi aspetti, intersecata con il sociale, in un binomio inscindibile. Tanto lavoro è stato fatto sulle scuole, sui progetti di integrazione, sui teatri e a sostegno della musica. Non abbiamo fatto mancare il nostro sostegno alla ricerca e siamo sempre stati presenti fin dall’inizio e con slancio in tutti i progetti innovativi: dalla Torre biomedica al finanziamento del corso di laurea in medicina Ravenna – afferma Giusella Finocchiaro, presidente di Fondazione del Monte -. E poi, quest’anno, la nostra vita, come quella di tutti, è cambiata. La Fondazione del Monte ha prontamente e generosamente dato un contributo per l’emergenza sanitaria e ora daremo il nostro contributo per combattere l’emergenza sociale. La prudenza di questi anni, che ci ha consentito di accantonare risorse, e l’allontanamento progressivo dall’investimento bancario rivelano oggi con evidenza tutta la loro utilità. Noi oggi abbiamo il dovere e la responsabilità di essere sempre più attenti e capaci di ascoltare, nello spirito di servizio che ha sempre caratterizzato la nostra azione, per decifrare i segnali e agire prontamente, con coraggio e determinazione».

Di seguito, il dettaglio delle varie aree d’intervento della Fondazione del Monte.

Settore cultura: 1.974.776 euro

Il 2019 è stato un anno positivo per l’operato della Fondazione del Monte, sia per quanto riguarda i 129 progetti finanziati, che per le nuove e fertili collaborazioni nate con altre realtà di Bologna e Ravenna. Unendo le risorse del settore cultura, sociale e sviluppo locale sono stati sostenuti progetti multidisciplinari finalizzati alla formazione ed educazione dei giovani.

Tra questi la seconda edizione di DancEr, che offre ai ragazzi dei quartieri periferici di Bologna e Ravenna, un’attività divertente ma anche educativa come la danza hip-hop per favorire una sana e inclusiva aggregazione; il Festival Cinevasioni all’interno del carcere di Bologna e le attività del Teatro del Pratello PraT Teatro di Comunità nel carcere minorile. 

Grande sostegno è stato dato al teatro, promuovendo la missione sociale e l’importanza formativa delle attività teatrali nelle scuole e il sistema teatrale bolognese e ravennate. Per quanto riguarda la musica e i festival, le associazioni del territorio sono state chiamate a “fare sistema” e spinte sempre più alla cooperazione. Si è molto investito sul valore dell’educazione e della didattica musicale attraverso progetti educativi come la scuola musicale Angelica, il progetto Mutti del Bologna Jazz Festival, Casa Musica dell’Antoniano, Che musica ragazzi e due realtà di Ravenna, Sclab per rendere più accessibile al pubblico la musica classica e Musica senza barriere dell’orchestra Cherubini, che ha portato la musica in 13 luoghi di cura e di recupero. 

Per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, la Fondazione ha sostenuto i musei del territorio e le attività formative della Cineteca di Bologna. 

Un capitolo importante per la Fondazione del Monte riguarda le esposizioni organizzate e promosse nella sua sede, che, negli anni, sono diventate un appuntamento atteso di Bologna durante ART CITY, ArteFiera e il festival del fumetto BilBOlbul. 

Nel 2019 in calendario: Panorama. Approdi e derive del paesaggio (3.700 visitatori) e Alberto Breccia. Il signore delle immagini (3.600 visitatori). All’Oratorio di San Filippo Neri la mostra dell’artista Leandro Erlich, Collection de nuages, è stata visitata da più di 15.000 persone in soli 4 giorni.

Una voce importante è dedicata agli archivi. Nel 2019 Una città per gli archivi ha acquisito l’Archivio del Credito Romagnolo, l’Archivio del pittore Mauro Bonazzi, l’Archivio della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna e l’Archivio Dario Sacchetti.

Settore sociale: 2.039.913 euro

Nel corso del 2019 la Fondazione ha rinnovato il suo impegno nel coniugare risposta ai bisogni sociali, strategia e innovazione sostenendo 140 progetti finalizzati al rafforzamento della solidarietà e della coesione sociale e alla salvaguardia della salute e del benessere dei cittadini.

Confermato il principio dell’azione sussidiaria della Fondazione, mai sostitutiva dell’intervento pubblico, bensì complementare e utile come catalizzatore per la mobilitazione di risorse di terzi, si è puntato al contenimento della frammentarietà degli interventi e della ripetitività delle erogazioni, favorendo le aggregazioni e valorizzando progetti solidi e ampi.

Particolare attenzione è stata data alle politiche di sostegno attivo, come quelle d’accesso al mondo del lavoro e delle iniziative a contrasto delle fragilità e delle nuove povertà: da tirocini formativi a servizi educativi, dalle emergenze al mondo delle carceri, dall’assistenza agli anziani, ai malati e ai diversamente abili all’integrazione sociale e all’insegnamento della lingua alle persone immigrate.

La Fondazione ritiene che per costruire un futuro migliore occorra innanzitutto investire sul binomio educazione e cultura. In quest’ottica si è puntato molto sul progetto speciale INS – Insieme nella Scuola, in partenariato con soggetti pubblici e privati del territorio bolognese e ravennate, che promuove le pari opportunità educative contrastando l’abbandono scolastico degli alunni in fascia di età 12-17 anni attraverso la costruzione di reti che coinvolgono scuole, famiglie e comunità. 

Ricerca scientifica: 368.000 euro

Il settore della Ricerca scientifica e tecnologica della Fondazione svolge da molti anni un rilevante ruolo nella promozione e sviluppo delle conoscenze biomediche grazie al sostegno economico a progetti di ricerca d’eccellenza condotti da ricercatori operanti nei territori di Bologna e Ravenna. Dal 2018 si è verificato un cambiamento significativo nella destinazione delle risorse, confluite nel grande progetto strategico della Torre Biomedica del Policlinico Sant’Orsola: un centro a vocazione internazionale, che potrà accogliere e integrare le esigenze dei vari gruppi di ricerca presenti in tutte le aree biomediche universitarie. Nel corso del 2019, il posticipo dei lavori della Torre Biomedica, ha spinto la Fondazione a investire in un nuovo bando per la presentazione di macroprogetti di ricerca, finanziandone 13 per un totale di 342.000 euro. Per il 2020 l’intervento della Fondazione nell’ambito della Ricerca Biomedica si sta sviluppando in tre differenti filoni: finanziamento a progetti di ricerca, alla Torre Biomedica e al Corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Ravenna.

Sviluppo locale: 1.105.882 euro 

Fra le linee d’intervento, quella che ha caratterizzato maggiormente il settore dello Sviluppo Locale è senza dubbio l’ambito immigrazione e integrazione, con l’obiettivo di dare risposta ad alcune esigenze oggi prioritarie, come ad esempio l’accoglienza e l’inclusione sociale, la conoscenza del territorio, l’inserimento lavorativo e l’aggiornamento professionale delle persone migranti.

La Fondazione ha sostenuto progetti trasversali tra cui l’avvio del bando La cultura come strumento di integrazione. La parola alle donne per valorizzare le competenze delle donne migranti attivando percorsi d’integrazione attraverso il lavoro e lo studio della lingua italiana. Nel 2019 il bando ha individuato tre associazioni vincitrici e la buona qualità di tutte le proposte pervenute ha spinto la Fondazione a lanciare una seconda edizione del bando, appena conclusasi. La Commissione non ha infatti potuto prescindere dal considerare gli effetti della pandemia di Covid-19, focalizzando la priorità nell’emergenza del lavoro. La necessità di offrire opportunità di inserimento lavorativo a una fascia di popolazione che, più di altre, rischia in questo momento di esserne estromessa, ha orientato la scelta su tre percorsi formativi direttamente collegati all’impiego: l’Associazione Terra Verde con Women A ( r ) T Work propone la creazione di un’impresa artigianale di manufatti ceramici con apertura di uno showroom quale spazio di aggregazione e realizzazione di eventi; l’Associazione MondoDonna con il progetto COOK&GO prevede l’avvio di un’attività di produzione e vendita di street food attraverso la formazione e l’inserimento lavorativo di donne come auto-imprenditrici; COSPE Emilia Romagna con F.O.R.N.O. Formare Orientare Raccontando Nuove Origini, offrirà un corso di formazione di panificazione, stage formativi legati al settore dell’agroalimentare e lavorerà alla costruzione di un forno.

Da segnalare che i tre progetti vincitori sono stati capaci di riadattare in brevissimo tempo le loro proposte ai nuovi bisogni dettati dall’emergenza sanitaria. 

È stata sostenuta anche una nuova edizione di Lavoro e Integrazione della Società Cooperativa Cartiera, nell’ambito del programma “Ethical Fashion Initiative” dell’agenzia “International Trade Centre” delle Nazioni Unite. Nato per offrire un’opportunità di formazione laboratoriale nel settore della moda a un gruppo selezionato di richiedenti asilo, già accolti in diverse strutture dell’area metropolitana bolognese, grazie all’intervento della Fondazione è stato possibile consolidare le posizioni lavorative ottenute dai tirocinanti con 5 contratti di lavoro, tre dei quali a tempo indeterminato.

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