Provincia di Trento, presentata la “manovra” da 230 milioni

Interventi a sostegno dell’economia che, assieme a quelli statali, iniettano circa 500 milioni nel sistema economico e sociale locale. 

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centrodestra trentino
La sede centrale della provincia di Trento.

La giunta provinciale di Trento ha completato il deposito degli emendamenti volti al sostegnodell’economia locale e della variazione al bilancio di previsione della Provincia per gli esercizi finanziari 2021 – 2023. Si tratta della manovra da 230,4 milioni di euro di risorse provinciali cui si aggiungeranno risorse statali per un totale complessivo di circa 500 milioni di euro a favore di imprese e lavoratori colpiti dal Covid-19.

Grazie ad una misura inserita nel decreto “Sostegni”, provvedimento che sta per essere approvato definitivamente in Parlamento, la Provincia potrà utilizzare le risorse provinciali derivanti dall’avanzo di amministrazione del 2020 prima della parifica da parte della Corte dei Conti, accelerando così i tempi.

La manovra destina circa il 25% delle risorse (55 milioni di euro) ad interventi per il rafforzamento della promozione turistica e industriale, al finanziamento di investimenti delle imprese e ad altri interventi di contesto per lo sviluppo del sistema economico.

La quota prevalente dei fondi, 128 milioni (circa il 55%), è destinata al sostegno delle imprese e del lavoro autonomo per fronteggiare gli effetti negativi della pandemia sia con misure contributive che di sgravio fiscale. Quasi 30 milioni di euro sono invece finalizzati a interventi a favore dei lavoratori – in particolare i lavoratori stagionali – e delle famiglie – in particolare per favorire l’accesso a servizi conciliativi famiglia-lavoro. Completano la manovra ulteriori interventi da finalizzare.

Dallo Stato sono attesi per l’economia trentina – tramite il decretoSostegni1 e 2 altri 280 milioni di euro circa, comprensivo del Fondo montagna.

Tra le misure previste dagli emendamenti della giunta provinciale, si introducono contributi per le imprese turistiche che concorrono alla formazione dell’offerta turistica e che sono ubicate nei comuni appartenenti ai comprensori sciistici o contigui ad essi e aiuti per i maestri di sci e che deriveranno appunto dalla quota trentina del Fondo montagna nazionale.

Tra gli emendamenti è prevista anche una misura per permettere ai comuni di ridurre la pressione tariffarianel 2021 su famiglie e imprese. Si prevede infatti che gli enti locali possano abbassare le tariffe per i servizi pubblici locali per tutto il 2021. Si posticipa, poi, al 1° gennaio 2022 il termine a partire dal quale la nuova disciplina relativa al canone delle concessioni minerarie (acque minerali).

Inserita anche l’estensione dell’apertura delle scuole dell’infanzia per tutto il mese di luglio. L’estensione viene disposta con delibera di giunta anche per le scuole dell’infanzia con calendario turistico e speciale per la durata massima di un mese, da collocare nel periodo compreso tra giugno e agosto. L’estensione, spiega la giunta, è una misura prevista per «potenziare l’offerta didattica delle scuole dell’infanzia provinciali e equiparate». Una decisione che avrebbe ben potuto essere estesa anche alle altre fasce della formazione scolastica per recuperare la parte di didattica forzatamente venuta a mancare per la pandemia, che ha limitato la didattica ordinaria e il completamento dei programmi di corso. Ma, evidentemente, all’assessore e alla giunta è mancato il sufficiente coraggio per affrontare i sindacati, decisamente contrari a prolungare la didattica anche solo alla fine di giugno.

Per il sostegno a favore delle famiglie con figli disabili minori di 18 anni, nell’ambito dell’assegno unico provinciale, un emendamento prevede che la giunta provinciale possa prevedere specifici criteri attuativi in relazione alle particolari necessità di assistenza e di conciliazione.

Si propone, poi, con un altro emendamento nella “manovra” la partecipazione alla societàItas Istituto Trentino-Alto Adige per Assicurazioni società mutua di assicurazioni” quale ulteriore strumento di rafforzamento e a supporto dell’economia provinciale con riferimento all’esigenza di fronteggiare in modo sistematico l’andamento ciclico, anche alla luce dell’emergenza epidemiologica, ancora in atto e derivante da Covid 19.

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