Dopo il fisco, Letta sbrocca sulle regioni

Ciambetti: «prima di criticare le Regioni, pensi ai guai dello stato alle cui inefficienze contribuì quando era primo ministro, anche tagliando fondi alla sanità».

0
2082
letta
Il nuovo leader Pd, Enrico Letta.

Enrico Letta da quando è tornato in Italia dopo la parentesi settennale alla guida dell’università parigina Science Po è un po’ meno sereno e ce se ne accorge leggendo le sue esternazioni sempre più inclini allo sbrocco che allo spessore che dovrebbero essere consone ad un leader di un ex grande partito come il Pd, ormai superato nei sondaggi pure da Fratelli d’Italia.

Dopo l’uscita peregirina sul fisco e su più tasse che gli ha buscato pure la dura reprimenda da parte del premier Mario Draghi, Letta sbrocca nuovamente sulle regioni buscandosi le bacchettate del presidentedel Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti.

«Leggo nell’intervista di presentazione del suo libro, “Anima e cacciavite” che per Enrico Letta le regioni, dopo la riforma Bassanini, hanno fatto più guai per cui “finita la pandemia dovremo rivedere il rapporto Stato-Regioni”. Certo che il rapporto Stato-Regioni va rivisto e per quanto mi riguarda in deciso einequivocabile senso regionalista: il neocentalismo è una malattia degenerativa della politica italiana» attacca Ciambetti.

Per il presidente del Consiglio regionale del Veneto le affermazioni sono «a dir poco azzardate dell’ex primo ministro Letta. Prima di parlare delle Regioni è il caso di parlare dello Stato, che nelle materie di sua competenza, come la Giustizia, porta il nostro Paese agli ultimi posti in Europa? In Italia (dati 2016) la durata media di un processo civile è di otto anni, quella di un processo amministrativo è di cinque anni abbondanti e quella di un processo penale di tre anni e nove mesi. Peggio di noi solo la Grecia e Cipro»

Non solo: «ancora vergognosamente peggio, se il paragone avviene a livello mondiale. Scrive Italia Oggicommentando il “Global competitiveness index”, la più prestigiosa pubblicazione del World Economic Forum di Davos che “la nostra giustizia si colloca al 130° posto su 141 Paesi censiti per capacità di “risolvere le controversie” – chiosa Ciambetti -. L’altro parametro, cioè l’efficienza del sistema legale in caso di contestazioni sulla normativa, è di equivalente debolezza: 126° posto nel mondo. Siamo dietro a Paesi dittatoriali e anarcoidi, Terzo Mondo piagato ed emarginato. Facciamo pena, o ridere, a seconda»,

Infine l’affondo di Ciambetti: «la materia è di competenza statale: Enrico Letta, più volte ministro, sottosegretario di Stato, e capo del Governo dovrebbe dirci cosa ha fatto lui per impedire i guai di uno Stato di cui è stato esponente di spicco. Forse dimentica che quando era a palazzo Chigi sono spariti circa 8,4 miliardi di euro dalla Sanità? Parlo di fondi che andrebbero sommati agli altri 8 miliardi promessi dal suo predecessore, che né Monti, né tantomeno lui, fecero arrivare al sistema sanitario italiano: se la sanità italiana è arrivata in gravissima défaillance alla sfida con il Covid-19 lo si deve anche a lui, Non lo dimentichi mai».

Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “Il NordEst Quotidiano”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.

Telegram

https://t.me/ilnordest

Twitter

https://twitter.com/nestquotidiano

Linkedin

https://www.linkedin.com/company/ilnordestquotidiano/

Facebook

https://www.facebook.com/ilnordestquotidian/

© Riproduzione Riservata